Page 477 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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te e vi erano grosse difficoltà di reperirne all’estero dove il cartello delle “Sette
sorelle” non lasciava molto spazio. Mattei dovette quindi lottare per accedere di-
rettamente al mercato dei paesi produttori, e sotto la sua presidenza l’Eni negoziò
rilevanti accordi petroliferi in medio Oriente ed in Africa settentrionale.
Nel 1957, egli ottenne delle concessioni esplorative dai paesi fornitori, avendo
cura di evitare nel corso delle trattative atteggiamenti che potessero riecheggiare
il colonialismo. Mattei cambiò la regola del 50%, secondo la quale metà dei pro-
fitti andava alle compagnie e metà ai paesi produttori, proponendo a questi ultimi
una formula più flessibile di divisione dei profitti. Secondo il sistema proposto da
Mattei all’Eni sarebbero spettate le spese di ricerca e impianto dei nuovi pozzi,
i cui eventuali proventi sarebbero stati suddivisi in base a diverse variabili, che
potevano portare i paesi produttori a ricevere fino al 75% dei profitti derivanti
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dallo sfruttamento dei giacimenti . La morte di Enrico mattei in un controverso
incidente aereo nel 1962 pose fine al periodo più ambizioso e imprevedibile della
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politica dell’Eni , che in ultima analisi aveva coinciso con quello più dinamico
dell’economia italiana, ma lasciò comunque all’Italia una eredità niente affatto
scontata: una grande azienda nazionale dell’energia che proseguì ad operare in-
serita nei maggiori mercati mondiali, sia pure in condizioni meno conflittuali di
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quelle in cui operò il suo fondatore . Lo stesso Mattei, del resto, nei mesi pre-
cedenti la propria scomparsa, aveva già appianato le principali divergenze con i
grandi cartelli del petrolio, siglando accordi che definivano per il futuro i confini
12 Vedi: A. TONINI, il “sogno proibito”. Mattei, il petrolio arabo e le sette sorelle”. in: il
Mediterraneo nella politica estera italiana del dopoguerra, a cura di M. DE LEONARDIS,
Bologna, Il Mulino, 2003.
13 Nonostante le aspettative generate dalla scoperta di riserve di petrolio e di gas nella Pianura
Padana, un settore idroelettrico invecchiato ma ancora vitale (secondo alcune stime, il
potenziale idroelettrico italiano vantava alla metà degli anni ‘60 tra il 50 e 60 miliardi di
kWh, di cui 45 miliardi utilizzati) e una maggiore presenza sui mercati internazionali, le
ambizioni italiane in termini di autosufficienza energetica erano generalmente svanite dopo
la metà degli anni ‘60. L’obiettivo di ridurre al minimo una dipendenza esterna inevitabile
è stato perseguito da allora solo in modo casuale, soprattutto dopo la crisi del ‘neo-
atlantismo’ e l’ammorbidimento dell’aggressiva penetrazione commerciale dell’ ENi dopo
la morte di Enrico Mattei nel 1962. Fino ai primi anni 1970, l’azione dell’Eni ha sostituito
l’azione del governo in termini di materie energetiche del Paese. Negli anni successivi,
nonostante gli sforzi fatti per invertire la situazione e per definire una politica energetica
nazionale più o meno comparabile con gli altri paesi europei, i risultati non sono stati del
tutto soddisfacenti, in quanto la produzione di energia domestica non è mai aumentata,
mentre la dipendenza è cresciuta costantemente, con l’importazione di gas naturale che
ha sostituito in gran parte quella petrolifera. Vedi: G.PASTORI, Between continuity and
change: the italian approach to energy security.
14 Per una valutazione dell’eredità di Mattei, vedi: N. PERRONE, Enrico Mattei, Bologna, Il
Mulino, 2001, pp. 149-160.

