Page 478 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             delle attività dell’Eni e della sua politica verso i paesi produttori .
             Politica energetica e ricerca nucleare: applicazione civile e militare
                Fin dai primi mesi dopo la fine della guerra, furono avanzate le prime rifles-
             sioni circa l’impatto che l’avvento dell’arma atomica avrebbe avuto nella scienza
             militare e nei  futuri rapporti fra gli stati, ed era ampiamente condivisa fra i politici
             e i militari come fra gli scienziati, l’idea che fosse iniziata una nuova era nel siste-
             ma degli equilibri internazionali.
                Se l’effetto della bomba atomica ebbe dunque una forte influenza sulla so-
             cietà e sulla cultura, ancor più forte fu logicamente il suo impatto dal punto di
             vista scientifico ed economico. Fin da prima della sua realizzazione, infatti, la
             possibilità di sfruttare l’energia liberata dalla fissione dell’atomo aveva fatto im-
             mediatamente pensare alla realizzazione di impianti per la produzione di energia
             attraverso la creazione di reazioni atomiche “controllate”: i reattori, il cui primo
             grande esemplare civile entrerà in funzione in gran Bretagna nel 1956.
                In Italia quegli anni erano un periodo di grande intraprendenza sia per l’in-
             dustria privata che per quella pubblica. In un Paese che andava ricostruendo il
             proprio tessuto economico e che al partire dal 1948 vedeva lievitare il proprio
             benessere con crescente velocità, alcuni maturarono la convinzione che l’energia
             nucleare sarebbe stata la migliore soluzione per integrare le tradizionali fonti ener-
             getiche, soggette ai vincoli e all’arbitrio di potenze straniere. La scelta nucleare,
             pur limitata alla sua applicazione civile, era dunque per l’Italia una scelta politica
             e, in prospettiva, anche strategica .
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                In un periodo di grandi necessità e povertà di mezzi quale fu il dopoguerra,
             era necessario ricostruire non solo l’economia e le infrastrutture, ma anche ridare
             slancio alle ricerche scientifiche, soprattutto nel campo delle risorse energetiche,
             dove l’era atomica aveva posto fine alla esclusiva dipendenza dal carbone e dal
             petrolio. Si vedeva dunque nella ricerca scientifica di energie alternative, una pos-
             sibilità di sviluppo economico.
                Fu Mario Silvestri, scienziato e pubblicista italiano, autore anche di fortunati
             libri di storia militare, che nel 1945 entrò nella Giunta Tecnica della Edison, ad
             occuparsi dell’ utilizzazione industriale a scopo pacifico dell’energia nucleare per
             la produzione di energia elettrica. Egli lavorò per gli accordi fra alcune grandi
             aziende (Adriatica di Elettricità, Falck, Fiat, Montecatini e Pirelli), alla fondazio-
             ne di una società dedicata alla ricerca nel campo della fisica nucleare, settore in
             cui l’Italia vantava una buona tradizione di studi che aveva prodotto, fra gli altri,


             15  C. LOMARTIRE, Mattei.  p.306.
             16  Le condizioni geografiche ed economiche di una nazione, e soprattutto il suo rapporto con
                le fonti di approvvigionamento di materie prime sono i principali fattori condizionanti della
                sua politica estera. C. JEAN, L’uso della forza, Bari, Laterza, 1996.
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