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Il 27 marzo 1953 entrò finalmente in vigore la legge che istituiva l’Ente Na-
zionale Idrocarburi (Eni), il quale assorbiva l’Agip, e del quale Mattei fu prima
Presidente e poi Amministratore Delegato e Direttore Generale. L’ENI ereditò,
quindi, il ruolo dell’ex-AGIP, sia a livello nazionale che internazionale, assorben-
do nel corso degli anni alcuni tra i più importanti soggetti che operavano nel set-
tore energetico nazionale, nella petrolchimica e nelle industrie connesse, come ad
esempio l’AGIP stessa, ANIC, SNAM, Romsa, SAIPEM, Snamprogetti, Liquigas
e Officine del Pignone (poi Nuovo Pignone).
Allo stesso tempo, però, la gestazione e la nascita dell’Eni destarono un forte
allarmismo tanto negli ambienti statunitensi particolarmente sensibili agli inte-
ressi dei petrolieri che in quelli dell’economia italiana più diffidenti nei confronti
dell’industria di Stato, considerata un cedimento ad una economia socialista.
Tuttavia, un nuovo successo consentì a Mattei di tacitare, almeno momenta-
neamente, i suoi oppositori interni: una perforazione dell’Eni a Cortemaggiore
aveva portato alla scoperta del primo giacimento profondo di metano contenente
petrolio dell’Europa. Tale scoperta, in un’Italia che già si proiettava nel decennio
poi detto “del miracolo economico”, si limitò ad avere un forte impatto mediatico,
poiché il petrolio da esso estratto fu utilizzato semplicemente per produrre la ben-
zina “Supercortemaggiore”. Ma, come disse un noto giornalista, per altro avverso
a Mattei, “in un Paese reduce dalle mortificazioni della disfatta, più che di petrolio
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c’era bisogno di fiducia. E Mattei ne dava” .
Assai ostacolato nella sua azione da quanti sostenevano la necessità di priva-
tizzare la vendita del metano, e quindi l’Eni, la cui condizione di azienda pub-
blica che agiva come una impresa privata sollevava molte critiche, Mattei riuscì
comunque ad imporre il concetto che per difendere un interesse nazionale come
l’approvvigionamento energetico, la cui importanza trascendeva l’aspetto pura-
mente economico, fosse necessaria una azienda di Stato. Venne favorito in ciò dal-
lo sviluppo dell’economia italiana a partire dal 1948, e dalla parte che vi ebbero
manager come Oscar Sinigaglia, che fu per la siderurgia italiana ciò che Mattei fu
per l’energia, Adriano Olivetti, il pioniere dell’informatica, ed il banchiere Raffa-
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ele mattioli .
Nel 1953, Mattei ottenne per l’Eni il monopolio del metano nella Val Padana,
portando sui cartelloni stradali il disegno del cane a sei zampe, “fedele amico
dell’uomo a 4 ruote”, simbolo della rete dei distributori Agip.
Nonostante i successi, tuttavia, il petrolio di Cortemaggiore non era abbondan-
10 G. MEYR, Enrico Mattei e la politica neoatlantica dell’Italia nella percezione degli Stati
Uniti, in: Il Mediterraneo nella politica estera italiana del dopoguerra, a cura di M. DE
LEONARDIS, Bologna, Il Mulino, 2003.
11 CAMILLO DONEO, La politica economica della ricostruzione. 1945-49. Torino, Einaudi,
1975, pp. 275-276.

