Page 78 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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78 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
- 1° Gruppo a Taranto, con sottogruppi operanti a Taranto, Gallipoli e Crotone;
- 2° Gruppo a Brindisi, con sottogruppi operanti a Brindisi, Bari, Pescara e An-
cona;
- 3° Gruppo a Napoli, con sottogruppi operanti a Napoli, Civitavecchia, Sapri,
Gaeta e Livorno;
- 4° Gruppo ad Augusta, con sottogruppi operanti ad Augusta, Messina, Reggio
Calabria, Vibo Valentia e Porto Empedocle;
- 5° Gruppo a Trapani, con sottogruppo operante a Trapani.
Furono costituiti anche ulteriori sei gruppi disponibili, tre dipendenti da Taran-
to e tre da Napoli, pronti per l’impiego nei porti dell’Italia Settentrionale, segnata-
mente il Golfo di Genova e l’Adriatico Settentrionale, attività che effettivamente
iniziarono non appena la guerra terminò.
È questa un’attività che viene condotta ancora oggi, a distanza di quasi set-
tant’anni dalla fine del conflitto. Presso i Dipartimenti e i Comandi Militari Marit-
timi, infatti, sono tuttora costituiti degli speciali Nuclei, denominati Nuclei Servi-
zio Difesa Anti Mezzi Insidiosi, i quali, tra i loro compiti, hanno anche quello del-
la bonifica degli ordigni presenti in mare o, comunque, in specchi acquei. Ancora
oggi, infatti, vengono ritrovati ordigni risalenti alla guerra che mantengono intatta
tutta la loro pericolosità e, quindi, vanno neutralizzati. Da menzionare, infine,
un’intensa attività di questo tipo condotta in Adriatico al tempo del conflitto nella
ex-Jugoslavia, quando un certo numero di bombe d’aereo furono rilasciate dai ve-
livoli NATO in mare e che dovettero essere bonificate con una campagna dedicata
da parte dei Cacciamine italiani.
2. La bonifica dei porti ed il recupero dei relitti
La Marina, già durante il periodo bellico, aveva costituito un’efficiente orga-
nizzazione per il recupero del naviglio sinistrato, militare e mercantile, requisito o
noleggiato, riuscendo a portare a termine un’attività assai proficua sia nelle zone
costiere metropolitane che in quelle delle colonie e dei territori occupati.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, però, la maggior parte di tale orga-
nizzazione andò dispersa: gran parte del materiale fu requisito dagli Alleati dopo
l’occupazione della Libia e, poi, della Sicilia, mentre molto altro fu preso dalla
Marina tedesca e da quella della Repubblica di Salò.
Quando perciò, già nel novembre 1943, la Marina iniziò ad impostare un pro-
gramma di recupero delle navi affondate, si presentarono non poche difficoltà: col
materiale accentrato a Taranto vennero costituiti comunque dei gruppi di recupero
che iniziarono a lavorare in ausilio alla parallela organizzazione della Royal Navy
britannica, il Mediterranean Royal Navy Salvage, che dirigeva tali operazioni. La
rimessa in efficienza dei porti, infatti, era una questione assolutamente prioritaria,

