Page 432 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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432 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
Un quadro di competenze articolato e qualificante tale da conferire ai reparti qualità di
truppe di élite (i reparti destinati a Malta avrebbero maturato un periodo di formazione
qualificata oscillante tra i 12 e i 22 mesi, sostanzialmente in linea con i parametri delle
unità scelte dell’esercito britannico).
La stessa Scuola di Applicazione di Fanteria vide lo sviluppo di studi sull’impiego
tattico delle unità, in formazioni assai ampie ed in collaborazione con reparti aviotra-
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sportati destinati, con armamento pesante, al supporto dell’azione avviata dai lanci .
In vista dell’azione su Malta, ai reparti divisionali si affiancarono quelli di altre armi,
la Marina e l’Aeronautica, con la costituzione di unità incursori che consolidavano una
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prospettiva operativa interforze . A fronte di ciò, l’Aeronautica italiana rimase con con-
tinuità “un passo indietro”, limitando l’impegno per uno sviluppo adeguato della Scuola
e quello per l’adeguamento dei mezzi aerei e la formazione del personale addetto ai
lanci. Autorevoli ufficiali della costituenda divisione giunsero a prospettare, sull’esem-
pio tedesco, la necessità che la specialità venisse posta per intero sotto la dipendenza,
e quindi la responsabilità, dell’Aeronautica. Proprio scrivendo al Capo di gabinetto del
Ministero, era il colonnello Alberto Bechi Luserna, autentica anima della costituenda
divisione, a prospettare questa necessità:
“I paracadutisti, posti come sono alle dipendenze del’Esercito, non “vanno”. Incom-
prensioni, interferenze, ritardi di ogni genere ne minano seriamente l’efficienza. Già da
tempo me ne ero convinto. Ora ho l’autorevole appoggio del gen. Ramke e degli altri
ufficiali germanici qui giunti per uno scambio d’idee. Il generale, Ramke, che già aveva
espresso nella sua conferenza innanzi al Duce la necessità di trasferirci all’Aeronautica,
mi ha assicurato che sarebbe tornato alla carica. Ritiene che, altrimenti, ogni futura no-
stra impresa sarebbe destinata al fallimento od a sterili risultati. Il parere è pienamente
condiviso da tutti noi ufficiali paracadutisti”. 13
Le ipotesi operative interforze e la pianificazione “tripartita” del’attacco a Malta
Un impiego di paracadutisti in una eventuale operazione volta alla conquista di Malta
appariva in uno studio del giugno del 1940 dello Stato Maggiore della Marina, attento,
anche negli aggiornamenti successivi, alla dimensione aerea di un’operazione del gene-
re .
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Quando la stasi operativa seguita alla sospensione dell’operazione Seelöwe aprì una
finestra nella pianificazione strategica tedesca, l’ammiraglio Raeder avviò studi che pre-
vedevano un intervento tedesco nel Mediterraneo. A fianco dell’invio del DAK in Libia,
11 Cfr M. Di Giovanni, I paracadutisti.., op. cit., pp. 125 ss.
12 La Marina diede sviluppo al nucleo di paracadutisti / marinai predisposto in vista dell’azione su Corinto,
dando vita ad un battaglione di nuotatori paracadutisti con funzione di sabotatori incursori. L’Aeronautica
costituì un piccolo reggimento su due battaglioni di incursori e riattatori per campi di aviazione
13 La lettera, non datata ma recante il timbro ministeriale del 6 maggio 1942 è in ACS, Min. Aeronautica,
Gabinetto, 1942, b. 7, fasc. 11, s.fasc. 3
14 Per la vicenda generale della pianificazione rinvio naturalmente a M. Gabriele, , Operazione C/3 : Malta,
Roma, USMM, 1965 (2. ed. 1990). In particolare per gli esordi dell’attenzione della Marina cfr pp. 42-44. Le
forti responsabilità da attribuire all’Aeronautica, in termini di neutralizzazione da bombardamento, copertura
aerea e certo anche collaborazione diretta alle operazioni principali, erano comunque sempre al centro degli
aggiornamenti della questione

