Page 428 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
P. 428

428                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           Truppe di élite, operazioni combinate e dinamiche 
           multinazionali nella seconda guerra mondiale:

           i paracadutisti italiani, l’Asse e la sfida di Malta


           Marco DI GIOVAnnI




               l nostro tema pone al centro il nesso tra lo sviluppo, in Italia,  di una specialità dalle
           I peculiari caratteristiche qualitative ed operative come i paracadutisti e dinamiche
           interforze, verificandone la crescita in rapporto a specifiche ipotesi strategiche e allo svi-
           luppo di una diretta cooperazione tra alleati dell’Asse sino alla crisi bellica del 1942-43.
              Lo sviluppo delle  unità paracadutiste  nella  seconda guerra mondiale  corrisponde
           alla crescita di complesse dinamiche operative interforze. Nel caso della truppe avio-
           trasportate erano fondamentalmente specificità terrestri e componenti aeree a doversi
           combinare e, nei diversi contesti nazionali, ne sarebbero scaturiti anche peculiari  pro-
           fili di dipendenza istituzionale. Inoltre, lo sviluppo di unità paracadutiste si integrava a
           prospettive strategiche ed operative di carattere offensivo che determinavano anche il
           livello di priorità con cui la specialità veniva sviluppata dalle diverse potenze. Il conte-
           sto tedesco offre allora un’esemplare combinazione di prospettive strategiche, ancorate
           all’idea di una guerra rapida condotta attraverso colpi sorprendenti ed operazioni deci-
           sive, e dinamiche istituzionali. L’Aeronautica avrebbe infatti assunto il controllo della
           specialità, incorporandone il ruolo nel dinamismo che caratterizzava l’identità bellica
           del mezzo aereo . Il caso tedesco segnala peraltro il peculiare carattere dell’autonomia
                          1
           dell’arma di Goering, il cui sviluppo di fondo era comunque nutrito dal prevalere di una
           visione terrestre e continentale e, pertanto, dalla necessità concreta di integrare il proprio
           ruolo alla spinta della armata di terra.
              In ogni contesto nazionale la specialità si poneva al centro dei rapporti interforze,
           rimodulando su basi moderne la tradizione delle fanterie d’assalto e vincolandola, per
           formazione, addestramento e impiego all’Aeronautica ed alla pianificazione aerea di
           ciascun paese. Si tratta dunque di una collocazione esemplare e rivelatrice dei caratteri,
           dei limiti e dell’evoluzione, della dinamica interforze anche in contesto italiano, in una

           1    Per il complesso di questi aspetti cfr F.O. Mikshe, Paratroupes. L’historie, l’organization et l’emploi tactique
              des forces aeroportées, Paris, Payot, 1946 e anche Marco Di Giovanni, I paracadutisti italiani. Volontari, miti
              e memoria della seconda guerra mondiale, Gorizia, LEG, 1991 pp. 23 ss. La specialità tedesca, avviata nel
              1937, si consolidò in vista dell’offensiva ad occidente nella primavera del 1940, in cui vennero impiegate, in
              varie fasi, unità del primo reggimento. La costituzione di una intera divisione, su due reggimenti, si compì nei
              mesi successivi e si integrò allo sviluppo di una dottrina di impiego che vedeva la collaborazione di reparti
              aviolanciati, divisioni di fanteria aviotrasportate e speciali unità d’assalto trasportate con alianti. Un quadro
              complesso, che prevedeva l’allestimento di speciali armamenti ed attrezzature ed un intenso addestramento
              anche degli equipaggi dei vettori, oltre che una formazione d’assalto anche per le ordinarie unità di fanteria.
              L’impiego integrato di tali unità venne sperimentato, con successo ma altissimi costi, nell’operazione Merkur,
              la conquista di Creta, nel maggio del 1941. Su tale esperienza, anche come fonte per la costituzione di reparti
              britannici, si veda una relazione inglese del giugno 1941 in AUSSME, Fondo SME, Racc. 3, cart. 4
   423   424   425   426   427   428   429   430   431   432   433