Page 434 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           dell’attacco aereo e dell’assedio in corso . Un’azione risolutiva sostenuta anche dalla
           consapevolezza che i mezzi resisi al momento disponibili per la pressione sull’isola
           erano soggetti, sul piano strategico, ad un prevedibile ritiro, vista la sostanziale priorità
           attribuita al fronte orientale che imponeva nel Mediterraneo una politica tedesca delle
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           “mezze misure” .
              Una proposta tedesca in tal senso veniva avanzata da  Kesselring il 17 marzo ma
           Cavallero doveva ribadire che un impegno italiano in tale eventualità dipendeva esclu-
           sivamente dalla certa ed immediata disponibilità tedesca a fornire anche proprie unità
           aviolanciabili e gli indispensabili vettori aerei per i paracadutisti italiani (8 battaglioni)
           in corso di addestramento con la supervisione  del generale Ramke. L’11 aprile, tornan-
           do sull’ipotesi di colpo di mano, Cavallero doveva confermare  che per il mese di mag-
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           gio i paracadutisti italiani non sarebbero stati ancora pronti . Prendeva corpo dunque la
           richiesta di una significativa compartecipazione tedesca e sembrava in fondo riproporsi
           uno schema visto nella primavera precedente, quando le carenze e le incertezze italiane
           avevano lasciato ai tedeschi l’onere di agire.
              I colloqui al vertice di Klessheim (29-30 aprile) fissarono l’ipotesi di successione
           operativa tra una limitata offensiva in Africa, per evitare iniziative britanniche da To-
           bruk, e l’attacco a Malta e dettero la certezza della disponibilità di importanti reparti
           tedeschi (divisione paracadutisti e aviotrasportata), di alianti da trasporto e JU 52 per il
           lancio. Se il quadro dell’azione prendeva dunque corpo proprio in virtù del contributo
           tedesco, già  nel mese di maggio parte cospicua del II CAT veniva ritirata dal settore in
           vista dell’offensiva sul fronte orientale, confermando i limiti della propensione hitleria-
           na a dare respiro agli sviluppi mediterranei.
              Da parte italiana la preparazione era stata accelerata, coprendo però con difficoltà
           l’ampio ventaglio di esigenze che l’operazione presentava. La pianificazione italiana era
           stata avviata nell’ottobre 1941 e prevedeva un apposito allestimento della  Forza navale
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           speciale, affidata al comando dell’ammiraglio Tur . L’aspetto navale, sempre del mas-
           simo rilievo, comportava un impegnativo allestimento di materiali e mezzi speciali per
           i quali, ancora una volta, l’apporto tedesco risultava decisivo (in aggiunta alle richieste
           di forniture extra di carburanti e materie prime appunto finalizzate alla preparazione e
           conduzione dell’operazione). Il problema dei mezzi da sbarco sarebbe rimasto a lungo
           carico di incognite (anche per i mezzi di attracco), ma comportava ad esempio richieste

           18   Le pubblicazioni sulla vicenda difensiva di Malta, di parte britannica, sono numerosissime e testimoniano
              il peso di quel’esperienza nel quadro della memoria inglese della guerra nel Mediterraneo. Per il contributo
              italiano, assai modesto, all’assedio, a fasi alterne, dell’aviazione tedesca, rinviamo, oltre che a G. Santoro,
              L’aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, 2 v., Roma, Esse, 1957, anche alla rapida cronaca di
              Nicola Malizia, Inferno su Malta: la più lunga battaglia aeronavale della seconda guerra mondiale, Milano,
              Mursia, 1976.
           19   Cfr K. Assmann, Anni fatali per la Germania, Roma, Garzanti, 1953, p. 265
           20   Cfr M. Gabriele, Operazione.., op. cit. p. 129
           21   Una valutazione generale del livello di preparazione dell’operazione, con una polemica difesa della
              determinazione del Comando della Marina a condurre l’operazione, in V. Tur, Plancia ammiraglio, 3 vol.,
              Roma : Edizioni moderne [poi  Canesi.] , 1959 – 1963, vol. 3, pp.  417 ss.. Per un quadro strategico generale
              dell’operazione C3 cfr Giorgio Giorgerini, Da Matapan al Golfo Persico. La Marina militare italiana dal
              fascismo alla Repubblica, Milano,m Mondadori, 1989
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