Page 205 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          a)  la rotabile che da Sebenico o Traù per Knin, Vrtoce (Vrtoče) e Krupa conduceva a
             Novi (Novi Vinodolsk);
          b)  la  rotabile  Spalato-Sinj-Livno-  Glamoč-Sitnica  (Sitnicë)-Banjaluka  (Banja  Luka),
             che poco prima di Sitnica, si biforcava e prendeva per Novi, passando per Volagtei
             e Prjedor;
          c)  le rotabili che da Makarska collegavano Imotski e quindi proseguivano per Zupanjac-
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             Suica-Kupres-Bugojno-Dolni e Vakuf-Jajce-Banjaluka;  Da Makarska la strada s’i-
             nerpicava rapidamente sino a raggiungere l’altopiano di Duare, continuava, quindi,
             pianeggiante salendo nuovamente fino a raggiungere le alture di Lovrec. Da qui si
             percorreva la strada romana, pianeggiante, sino a Medovic, la rotabile quindi scen-
             deva lungo la valle della Vrlika, vasta e ben coltivata, per poi risalire in direzione
             Imotski.
          d)  rotabile Ragusa-Metkovic-Mostar-Jablanica-Konjica-Sarajevo;
          e)  rotabile Ragusa-Trebinje-Bilek-Gacko-Nevesinje-Mostar; questa strada a Trebinje si
             biforcava e prendeva, oltre la direzione citata, per Nevesinje, passando per Stolac.
             Da Trebinje la rotabile saliva nuovamente per un versante aridissimo fino a Mosko
          (qui vi era presente una defensions kaserne) dove l’altopiano presentava alcune coltiva-
          zioni. Da Mosko, quindi, discendeva, con leggera pendenza, fino a Bilek dove si apriva
          la pianura omonima, fertile e ricca di vegetazione. Da Bilek a Gacko la strada correva
          con leggere salite e discese per un terreno brullo, fino a Plana, che attraversava una
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          pianura abbastanza vasta.  Da Korito a Stepen e Medjulic la rotabile tagliava sempre
          zone dai caratteri molto aridi ma, oltre la piccola località di Madjulic, si apriva la piana
          di Gacko, ben coltivata e attorniata di prati e numerosi capi di bestiame. Dopo, la strada
          proseguiva in salita e quindi riscendeva verso la valle della Djenpa prima e in quella
          della Foinica poi. Queste due valli erano strette da alcuni torrenti che però, all’epoca
          dello studio, si presentavano asciutti. Da Nevesinje la strada saliva, con pendenze molto
          alte, e poi riscendeva, dolcemente, nei pressi della pianura di Mostar. Da Nevesinje a
          Mostar il terreno era accidentato e poco lineare. Il piano omonimo si presentava grande
          e ben coltivato.
             Le linee di penetrazione sin qui valutate dall’autore dello studio, erano collegate
          alle due rotabili della Dalmazia parallele alla costa, tant’è che qualora si fosse deciso di
          sbarcare in un punto corrispondente a una delle due, i reparti avrebbero potuto, con faci-
          lità, avvalersi anche delle altre strade, grazie alla comodità di spostamento. Anche nelle
          zone interne della Bosnia non mancavano tratti di rotabili che congiungevano le linee
          di penetrazione accennate, quelli valutati come funzionali erano: Livno-Suica; Varcar
          Vakuf-Lajce-Travnik-Sarajevo; Prjedor-Banjaluka; Bugpjno-Prozor-Jablanica; Vrtoce-
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          Velagtei.  Tutte le aree prese in esame dallo studio, per un ipotesi di possibile penetra-
          zione, erano altresì carenti d’acqua, ciò costituiva “il nemico più temibile per operazioni
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          militari che ivi si volessero tentare”.  Sorgenti, tranne che vicino la costa, non né esiste-
          37  Quest’ultima rotabile venne in parte percorsa dall’autore dello studio. Cfr. Ivi, p.16.
          38  Ivi, p.17.
          39  Ivi, p.19.
          40  Ivi, p.20.
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