Page 200 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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              Nell’ambito della geografia militare, disciplina che studiava come la natura influisse
           sull’andamento delle guerre e delle attività di carattere militare, lo studio qui esaminato
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           analizza la costa dalmata, da Zara (Zadar)  a Ragusa (Dubrovnik), in relazione ad even-
           tuali operazioni di sbarco di unità italiane. Il documento, conservato presso l’Archivio
           dell’Ufficio  Storico  dello  Stato  Maggiore  dell’Esercito  (AUSSME),  risale  all’agosto
           1903 e fa parte del fondo G22 Scacchiere Orientale busta 28 fascicolo 187. Lo studio,
           commissionato dal Capo di Stato Maggiore Tancredi Saletta, trae ispirazione da con-
           siderazioni di carattere politico – militare dettate dai particolari rapporti dell’epoca tra
           Regno d’Italia e Impero austro-ungarico.
              La geografia militare, strumento utilizzato dagli stati maggiori sin dal periodo delle
           prime conquiste coloniali, organizzava una prima pianificazione operativa, non solo mi-
           litare e strategica, ma anche economica, commerciale e culturale. Il documento, oggetto
           della relazione, è un esempio di come questi studi  rappresentassero la base scientifica
           per un efficace pianificazione operativa e per l’attività di intelligence verso gli Stati
           confinanti. Il capitano descrive in maniera specifica la costa dalmata e individua un’ ipo-
           tetico punto di sbarco nel tratto di costa compreso tra Punta Planka e Ragusa. In questo
           tratto, secondo lo studio, le operazioni materiali di sbarco sarebbero state favorite anche
           dalla presenza di alcune strade che collegavano l’area con la Bosnia e l’Erzegovina,
           lontane dalle unità austriache.
              Un altro porto studiato è quello di Sebenico (Šibenik). Oltre all’analisi di carattere
           militare vengono studiate le condizioni orografiche del territorio,  gli aspetti sanitari e
           il clima, i porti e le vie di comunicazione  dell’area, le risorse disponibili del territorio:
           “Nell’ipotesi di una guerra dell’Italia contro l’Impero austro-ungarico, considerazioni
           politiche o militari del momento potrebbero consigliare la prima a tentare uno sbarco
           sulle coste istro-dalmate allo scopo di far divergere parte delle forze dell’avversario dal-
           la zona principale di schieramento, cioè dall’Isonzo. Come obiettivo di tale operazione
           si può a priori escludere la costa istriana perché, troppo prossima al teatro principale
           della lotta, l’avversario non avrebbe che una piccola diversione da eseguire che non
           rappresenterebbe la necessaria e voluta separazione di forze; la località di Fiume oltre
           che risentire dell’inconveniente ora espresso avrebbe anche quello di essere nel cam-
           po dell’influenza della piazza di Pola. Lo stesso si può dire per la costa settentrionale
           della Dalmazia, ed in tal modo lungo il tratto che si stende fino a Zara (questa località
           compresa) non sarebbe conveniente tentare lo sbarco a scopo di diversione delle forze
           avversarie anche perché le strade che si dipartono da questo tratto di costa, e che con-
           ducono verso l’interno, attraversano l’altopiano di Croazia abitato da popolazioni ostili
           ad ogni invasione, ed inoltre le colonne che volessero utilizzare tali vie per inoltrarsi
           verso la Sava, sarebbero troppo facilmente prese di fianco e minacciate nella loro linea
           di comunicazione dalle forze avversarie raccolte nella conca di Laibach o nella regione
           prossima ad essa”.  La premessa, allo studio commissionato dal Capo di Stato Maggio-
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           re Tancredi Saletta, non lascia dubbi circa le reali intenzioni di un ipotesi di sbarco sulle

           25  Tra “parentesi” il nome attuale, in croato, delle località geografiche citate dallo studio.
           26  AUSSME, G22, b.28, fasc. 187, Sbarchi sulle coste dalmate per operazioni verso la Bosnia e l’Erzegovina,
              pp.1-4.
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