Page 199 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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Attraverso l’accordo con la Francia, per l’Africa settentrionale, distese i rapporti con
la vicina repubblica che troveranno il naturale epilogo nel 1915; tramite il documento
siglato con l’Impero austro-ungarico per l’Albania contribuì a creare una situazione di
reciproco rispetto nell’area balcanica, anche se costellata da diffidenze, che si sarebbe
mantenuta fino allo scoppio del primo conflitto mondiale.
Il nuovo secolo si aprì con l’assassinio di Umberto I a Monza, per mano dell’anar-
chico Gaetano Bresci. Il successore Vittorio Emanuele III ambiva a un ruolo di maggior
preminenza, sia in politica interna sia estera, le conseguenze per il regno d’Italia mo-
dellarono i rapporti con le altre potenze europee. Nel febbraio 1901, il nuovo re affidò a
Giuseppe Zanardelli il compito di formare il governo, prescrivendo come ministro degli
Esteri Giulio Prinetti, filo-francese a anti-triplicista. Nel corso della prima uscita politi-
ca, il neo ministro affermò che i rapporti con Francia sarebbero stati migliorati ulterior-
mente, ciò, chiaramente, indispettì Bülow che, in marzo, aveva dato il proprio benestare
alla richiesta di Vittorio Emanuele III di revoca della Convenzione militare del 1888
(che prevedeva l’invio di 200mila uomini in Germania in caso di guerra con la Francia).
La seconda mossa politica di Prinetti fu quella d’intavolare trattative con Londra sulla
Tripolitania, negoziati che si conclusero il 12 marzo 1902 tramite uno scambio di note
Prinetti-Lansdowne, con il quale la Gran Bretagna riconobbe le aspirazioni italiane sulla
Tripolitania-Cirenaica, a condizione che il governo di Roma, però, non intralciasse gli
interessi inglesi nel Mediterraneo. La conclusione di questi trattati rafforzò la posizione
diplomatica dell’Italia nell’ambito della Triplice. In particolare si puntò a modificare
gli articoli VI (mantenimento dello status quo nei Balcani) e VII (relativo ai compensi
in caso di modifiche), in modo da inserirvi l’intesa sull’Albania e ottenere una garanzia
tedesca circa la “questione dei compensi”.
In marzo presero avvio i colloqui Bülow-Prinetti che però si risolsero senza raggiun-
gere alcun obiettivo. Conseguenza dei risultati scaturiti dagli incontri italo-tedeschi di
Venezia fu, da parte italiana, l’inizio di negoziati segreti con la Francia per rinsaldare
l’amicizia con la repubblica francese. Il 28 giugno 1902 fu, altresì, rinnovato il trattato
della Triplice, in base al testo del 1891, con l’unica novità dello scambio di note tra
Roma e Vienna, datato 30 giugno, con il quale era approvata una possibile occupazione
italiana della Tripolitania-Cirenaica. Due giorni dopo l’Italia, attraverso Prinetti, conclu-
deva, con un fitto scambio di note segrete con l’ambasciatore Barrére, un accordo con
cui s’impegnava a concedere alla Francia mano libera in Marocco, questa, di contro,
dava il suo placet ad un’azione italiana in Libia. Come si è visto, la situazione di po-
litica estera mondiale, più volte messa in crisi negli anni successivi dai contrasti tra le
grandi potenze e quella tra Italia e Impero austro-ungarico, sarà sempre più tesa a causa
dell’irredentismo e delle questioni balcaniche, che metteranno a dura prova il sistema
predisposto dagli accordi del 1902. Reciproche diffidenze e contrasti, tra le potenze
europee, porteranno, di conseguenza, al proliferare di studi e ipotesi di occupazione
militare di aree considerate strategiche. E’ questo il caso dello studio, intitolato Sbarchi
sulle coste dalmate per operazioni verso la Bosnia e l’Erzegovina realizzato dallo Stato
Maggiore italiano, in una fase che vedeva forti e reciproci contrasti tra Regno d’Italia e
Impero austro-ungarico.

