Page 202 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 202
842 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
tà di circa 8 metri, il porto di Sebenico di 40 m., quello di Spalato di 10 m.; presso la foce
della Narenta il mare è profondo circa 15 metri, nei canali di Curzola e di Meleda dai 60
30
agli 80 m., e nel porto di Gravosa oltre i 20 metri”. La profondità del mare aumentava
con l’allontanarsi dalla costa, così a una distanza di circa dieci chilometri si calcolò una
profondità di 150 metri, mentre a circa quaranta chilometri il fondale misurava circa
mille metri. L’analisi proseguiva illustrando l’aspetto dei fondali dell’area in oggetto,
essi erano prevalentemente fangosi, vicino la costa, talvolta sabbiosi, altre rocciosi. Il
tratto di litorale considerato era frastagliato, ricco di insenature naturali e golfi che,
anche se non avrebbero permesso l’approdo, a causa dell’altezza della costa, potevano
costituire punti di riparo alle navi durante possibili tempeste. Da Zara a Sebenico, seb-
bene le alture degradassero verso il mare, la costa non era adatta a sbarchi, solo il porto,
ampio e ben riparato. A sud di Sebenico vi erano altri porti e punti di sbarco possibili in
31
buona quantità, nei pressi di Almissa (Omiš), Makarska e Gravosa (Gruž).
Lo studio commissionato dal Capo di Stato Maggiore Saletta passava, quindi, a il-
lustrare le condizioni sanitarie e il clima dell’area individuata per un possibile sbarco.
Presso la costa:
“Domina clima marittimo; nelle parti situate più in alto clima continentale. Tuttavia
a punti di eguale altezza corrispondono spesso diversissime condizioni di clima, dovute
all’andamento dei rilievi, e quindi alla loro esposizione ai venti, ed al carattere carsico
della regione. Lungo la costa si gode in generale un clima mite, dimostrato anche dal
genere di flora che in essa si sviluppa; tuttavia tolgono in parte questo carattere di mitez-
za i venti che talvolta spirano con caratteristica violenza; di questi il più forte è la Bora.
Le condizioni sanitarie sono sfavorevoli nel territorio costiero più che nell’interno. I
mesi più malsani sono il luglio e l’agosto; mentre quelli meno funestati da malattie sono
i mesi di ottobre e novembre”. La terza parte del documento riguardava l’analisi dei
32
porti. Il porto di Sebenico, in primis, era indicato come il più adatto al ricovero di una
cospicua flotta e a importanti operazioni di sbarco, per la sua grandezza e sicurezza.
Anche se, il canale di S. Antonio attraverso il quale vi si accedeva, si presentava stretto
e quindi sarebbe stato difeso facilmente, perciò se ne scongiurò l’ipotesi di utilizzarlo.
Per occupare, quindi, la città di Sebenico si sarebbero dovuti operare sbarchi immedia-
tamente a nord-ovest o sud-est del citato porto o, in ultima analisi, sulla spiaggia del
canale di S. Antonio vicino l’isola di Zlarin. Tale riva costituiva, infatti, un punto di
sbarco ottimale in virtù della lunghezza, circa quattro chilometri sino a Punta Garmina,
e dei fondali sabbiosi, tranne alcuni punti rocciosi poco praticabili. A sud del vecchio
porto di Sebenico e sino a quello di Rogoznica, per un tratto di circa quindici chilometri,
la costa si presentava frastagliata e offriva, altresì, una serie di piccoli porti e di rade
dove sfociavano una serie di strade che congiungevano le rotabili “Sebenico-Traù (Tro-
gir)” e “Capocesto-Traù”. Caratteristica fondamentale di questo tratto di litoranea, come
evidenziato, era la mancanza delle isole a protezione della costa, per cui non vi erano
30 Ivi, p.8.
31 Quartiere periferico della città di Dubrovnik.
32 AUSSME, G22, b.28, fasc. 187, cit., pp.9-11.

