Page 212 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           l’inverno. Le ripercussioni si fanno sentire soprattutto nella “terza zona” d’occupazione
           italiana (Petrova Gora, Grmeć Planina, Varkar Vakuf, Kupres) dove il mancato controllo
           dei poteri civili da parte della 2ª Armata rende più difficile contrastare l’attività insurre-
           zionale. Nella “seconda zona”, invece, l’obiettivo è potenziare al massimo l’occupazio-
           ne, avendo nelle Alpi Dinariche un confine stabile con buone condizioni di sicurezza e
           assicurando così ai territori costieri annessi la necessaria protezione. Settori particolar-
           mente delicati sono quelli di Foča-Kalinovik, che costituisce una delle principali porte
           d’ingresso per le bande nazionaliste provenienti dalla Serbia, e di Bileća-Trebinje, nella
           “seconda zona”, dove anche le bande partigiane a cavallo del confine tra Montenegro e
           Erzegovina sono in continuo aumento. L’equipaggiamento dei ribelli è costituito princi-
           palmente dal materiale dell’ex esercito jugoslavo, non del tutto distrutto ma solamente
                                                                                       6
           disciolto, lasciando in territorio jugoslavo ufficiali, soldati, armamento e munizioni.
           Persiste inoltre la diffusa propaganda anti-italiana, cui partecipano attivamente anche
           elementi dell’esercito croato e della milizia ustaša, confermando la scarsa volontà di col-
           laborazione delle autorità croate: gli ustaša sono considerati dai militari italiani elementi
           di disordine che con la loro azione e il loro atteggiamento costituiscono un ostacolo al
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           ritorno alla “normalità” nella zona occupata.  Solamente il pericolo rappresentato dai
           partigiani di Tito, che allargano progressivamente l’area dei territori controllati, sembra
           rinsaldare l’alleanza italo-croata. Con la conclusione dell’offensiva tedesca in Serbia sul
           finire del 1941 la parte più consistente delle forze partigiane si è annidata nella Bosnia
           orientale e duri scontri sono iniziati contro četnici e ustaša, mentre le autorità italiane e
           tedesche vedono sconvolto un territorio, quello bosniaco, di notevole importanza strate-
           gica sia per la sua collocazione geografica, sia per le risorse minerarie e boschive.
              Agli incontri di Abbazia, il trattamento riservato ai ribelli e alla popolazione, concor-
           dato tra italiani, tedeschi e croati, prevede che siano passati per le armi coloro catturati
           armati – insieme ai fiancheggiatori – e che vengano incendiati i centri abitati ove siano
           rinvenute armi e munizioni. I croati si dimostrano intenzionati ad includere nella catego-
           ria “ribelli” anche le bande serbe e rifiutano di prendere in considerazione l’utilizzo dei
           četnici nelle operazioni anti-partigiane, nonostante a metà marzo lo stesso commissario
           amministrativo croato presso il Comando della 2ª Armata Vjekoslav Vrančić – suben-
           trato ad Andrija Karčić per incarico del governo di Zagabria – si rechi in via ufficiosa in
           Erzegovina per valutare la possibilità di un’intesa del governo croato con gli elementi
           serbo-ortodossi guidati da Dobroslav Jevđević e Radmilo Grgić, quantomeno finalizzato
           ad ottenerne la neutralità. Roatta, nella riunione a Lubiana del 28-29 marzo 1942 con i
           generali Bader e Vladimir Laxa, capo di Stato Maggiore croato, si dichiara favorevo-
           le a stringere accordi con i četnici, convinto che le bande serbe della Bosnia possano

           6    AUSSME,  M-3,  b.  6,  fasc.  4,  Comando  2ª Armata,  Ufficio  I,  a  Stato  Maggiore  Regio  Esercito-Ufficio
              Operazioni, prot. n. I/70/S, oggetto: Situazione in Croazia e nelle zone occupate, f.to il Generale Comandante
              designato  d’Armata V. Ambrosio,  P.M.10,  2  gennaio  1942-XX;  id., Appunto  per  il  Duce,  Situazione in
              Croazia, P.M.21, 13 gennaio 1942-XX; id., Comando Supremo, I Reparto-Ufficio Operazioni, Scacchiere
              Orientale, Promemoria per il Capo di S.M. Generale, Situazione in Slovenia e Croazia, P.M.21, 20 gennaio
              1942-XX.
           7    Ibidem, Stato Maggiore R. Esercito, Ufficio Operazioni I-Sez. 3ª, a Comando Supremo, oggetto: Notiziario
              A/C n. 19 del Comando 2ª Armata, f.to il Capo di Stato Maggiore, P.M.9, 15 marzo 1942-XX.
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