Page 212 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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852 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
l’inverno. Le ripercussioni si fanno sentire soprattutto nella “terza zona” d’occupazione
italiana (Petrova Gora, Grmeć Planina, Varkar Vakuf, Kupres) dove il mancato controllo
dei poteri civili da parte della 2ª Armata rende più difficile contrastare l’attività insurre-
zionale. Nella “seconda zona”, invece, l’obiettivo è potenziare al massimo l’occupazio-
ne, avendo nelle Alpi Dinariche un confine stabile con buone condizioni di sicurezza e
assicurando così ai territori costieri annessi la necessaria protezione. Settori particolar-
mente delicati sono quelli di Foča-Kalinovik, che costituisce una delle principali porte
d’ingresso per le bande nazionaliste provenienti dalla Serbia, e di Bileća-Trebinje, nella
“seconda zona”, dove anche le bande partigiane a cavallo del confine tra Montenegro e
Erzegovina sono in continuo aumento. L’equipaggiamento dei ribelli è costituito princi-
palmente dal materiale dell’ex esercito jugoslavo, non del tutto distrutto ma solamente
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disciolto, lasciando in territorio jugoslavo ufficiali, soldati, armamento e munizioni.
Persiste inoltre la diffusa propaganda anti-italiana, cui partecipano attivamente anche
elementi dell’esercito croato e della milizia ustaša, confermando la scarsa volontà di col-
laborazione delle autorità croate: gli ustaša sono considerati dai militari italiani elementi
di disordine che con la loro azione e il loro atteggiamento costituiscono un ostacolo al
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ritorno alla “normalità” nella zona occupata. Solamente il pericolo rappresentato dai
partigiani di Tito, che allargano progressivamente l’area dei territori controllati, sembra
rinsaldare l’alleanza italo-croata. Con la conclusione dell’offensiva tedesca in Serbia sul
finire del 1941 la parte più consistente delle forze partigiane si è annidata nella Bosnia
orientale e duri scontri sono iniziati contro četnici e ustaša, mentre le autorità italiane e
tedesche vedono sconvolto un territorio, quello bosniaco, di notevole importanza strate-
gica sia per la sua collocazione geografica, sia per le risorse minerarie e boschive.
Agli incontri di Abbazia, il trattamento riservato ai ribelli e alla popolazione, concor-
dato tra italiani, tedeschi e croati, prevede che siano passati per le armi coloro catturati
armati – insieme ai fiancheggiatori – e che vengano incendiati i centri abitati ove siano
rinvenute armi e munizioni. I croati si dimostrano intenzionati ad includere nella catego-
ria “ribelli” anche le bande serbe e rifiutano di prendere in considerazione l’utilizzo dei
četnici nelle operazioni anti-partigiane, nonostante a metà marzo lo stesso commissario
amministrativo croato presso il Comando della 2ª Armata Vjekoslav Vrančić – suben-
trato ad Andrija Karčić per incarico del governo di Zagabria – si rechi in via ufficiosa in
Erzegovina per valutare la possibilità di un’intesa del governo croato con gli elementi
serbo-ortodossi guidati da Dobroslav Jevđević e Radmilo Grgić, quantomeno finalizzato
ad ottenerne la neutralità. Roatta, nella riunione a Lubiana del 28-29 marzo 1942 con i
generali Bader e Vladimir Laxa, capo di Stato Maggiore croato, si dichiara favorevo-
le a stringere accordi con i četnici, convinto che le bande serbe della Bosnia possano
6 AUSSME, M-3, b. 6, fasc. 4, Comando 2ª Armata, Ufficio I, a Stato Maggiore Regio Esercito-Ufficio
Operazioni, prot. n. I/70/S, oggetto: Situazione in Croazia e nelle zone occupate, f.to il Generale Comandante
designato d’Armata V. Ambrosio, P.M.10, 2 gennaio 1942-XX; id., Appunto per il Duce, Situazione in
Croazia, P.M.21, 13 gennaio 1942-XX; id., Comando Supremo, I Reparto-Ufficio Operazioni, Scacchiere
Orientale, Promemoria per il Capo di S.M. Generale, Situazione in Slovenia e Croazia, P.M.21, 20 gennaio
1942-XX.
7 Ibidem, Stato Maggiore R. Esercito, Ufficio Operazioni I-Sez. 3ª, a Comando Supremo, oggetto: Notiziario
A/C n. 19 del Comando 2ª Armata, f.to il Capo di Stato Maggiore, P.M.9, 15 marzo 1942-XX.

