Page 214 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           l’esigenza di non compromettere nel corso delle eventuali trattative tra serbi e croati i
           consensi dei capi četnici verso l’esercito italiano, evitando di assumere con quest’ultimi
           impegni che possano risultare ambigui nelle future relazioni italo-serbe. Il comando ita-
           liano infine stabilisce con i tedeschi che qualora i četnici non oppongano resistenza, non
           siano trattati come ribelli, cercando di evitare equivoci tra formazioni nazionaliste serbe
           e partigiani. Roatta ritiene fondamentale ottenere dalle autorità croate l’assicurazione
           che i četnici, qualora diano prova di sicura e leale cooperazione, non siano attaccati e
           che la popolazione serbo-ortodossa sia lasciata in pace. 10
              La disputa sull’atteggiamento da assumere nei confronti dei četnici contribuisce a
           rallentare la preparazione delle manovre militari. Il 15 aprile, data inizialmente prevista
           per l’inizio dell’operazione “Trio”, i tedeschi comunicano la propria preoccupazione
           per il ritardo nell’avvio dell’azione, con il pericolo di compromettere l’accerchiamento
           delle forze partigiane, e chiedono pertanto agli italiani di affrettare i preparativi. Tre
           giorni dopo i tedeschi decidono di dare il via alle operazioni (“Trio I”) servendosi delle
           sole truppe tedesche e croate pronte, adducendo il pretesto della grave situazione della
           guarnigione croata assediata a Rogatica e la presenza nella zona di formazioni ribelli
           montenegrine. Al comando italiano, che apprende con sospetto la notizia di una poten-
           ziale minaccia fino allora ignorata, è chiesto di sbarrare la fuga ai ribelli presso la linea
           di demarcazione: le truppe italiane – in prevalenza della “Taurinense” – iniziano quindi
           ad affluire a Sarajevo, base di partenza per l’attacco, in zona d’occupazione tedesca. Il
           19 aprile, tuttavia, nella capitale bosniaca accorrono per conferire con Bader il generale
           Edmund Glaise von Horstenau, Eugen Dido Kvaternik, responsabile della pubblica sicu-
           rezza dello Stato Indipendente Croato, il ministro degli Esteri croato Mladen Lorković
           e il generale Ivan Prpić: il giorno successivo i tedeschi comunicano al comando italiano
           che per effetto delle operazioni svolte dalla colonna croata del colonnello Juraj Francetić
           nell’ansa della Drina (zona Srebrenica-Zvornik-Vlasenica) e grazie all’inizio dei movi-
           menti delle truppe tedesche, ma soprattutto in conseguenza delle trattative dirette inter-
           venute tra croati e četnici – sembra che al di là delle dichiarazioni di Slavko Kvaternik
           l’8 aprile le autorità periferiche croate siano infine state autorizzate da Zagabria a noti-
           ficare ai četnici della zona l’assicurazione di ampie garanzie di immunità e protezione
           personale qualora tornino alle proprie abitazioni – la situazione in Bosnia è decisamente
           migliorata e non si ritiene più necessaria la partecipazione italiana alle operazioni. I
           tedeschi aggiungono tra l’altro critiche sull’affidamento da riporsi su operazioni così
           vaste come quelle concordate ad Abbazia. Le notizie tedesche, dopo così pochi giorni
           dalla richiesta di affrettare l’inizio dell’azione e dalla descrizione della situazione di Ro-
           gatica come disperata, non possono che confermare i sospetti italiani: dagli incontri del
           3 marzo ad Abbazia, nuove intese sono intercorse tra tedeschi e croati alle spalle degli
           italiani, l’incontro di Sarajevo ne rappresenta la prova, palesando che sulla preminenza


           10  Ibidem, b. 57, fasc. 2, Comunicazioni con la R. Delegazione Zagabria, Comando 2ª Armata-Ufficio Operazioni,
              a Comando VI Corpamiles, Comando XVIII Corpamiles, telescritto 5606, f.to generale Roatta, 20 marzo
              1942-XX; ibidem, b. 58, fasc.1, Comando 2ª Armata, Ufficio Operazioni, all’Eccellenza il Generale Bader
              Comandante il “Kampf Gruppe Bader” Belgrado, prot. n. 6469, segreto, oggetto: Trattative coi “cetnici”, f.to
              il Generale Comandante Mario Roatta, P.M.10, 31 marzo 1942-XX.
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