Page 219 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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viaggio del 1946 – seguito attentamente dall’intelligence – non ebbe alcun contatto
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con i separatisti, ma soltanto con i malavitosi palermitani .
In uno dei manifesti dell’estate palermitana, il comitato affermava:
«[…] L’unità d’Italia, e non per colpa nostra, è spezzata e la Sicilia vuole orga-
nizzarsi, governarsi e vivere separatamente, da sé. Il nuovo stato libero e indi-
pendente di Sicilia a regime repubblicano deve sorgere e sorgerà perché questa è
l’indefettibile volontà del popolo siciliano […]» .
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I principali attivisti erano Fausto Montesanti e l’on. Andrea Finocchiaro Aprile, ex
sottosegretario alla Guerra e alle Finanze dei governi Nitti e Nitti II. Veniva rigettata
l’ipotesi dell’autonomia, considerata un compromesso inaccettabile per la Sicilia, isola
che avrebbe giovato soltanto dell’assoluta indipendenza. . L’assetto politico proposto era
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la repubblica con base democratica e struttura bicamerale. Finocchiaro Aprile ribadiva la
necessità di un governo provvisorio che entro due mesi avrebbe chiamato il popolo a vo-
tare i membri dell’assemblea nazionale costituente e il primo presidente della repubblica
che a sua volta avrebbe nominato il primo governo .
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Il fronte separatista – che fin dalle prime battute si poneva come portavoce del senti-
mento popolare – agiva in un momento di gravissima crisi politica ed economico-sociale.
L’isola era devastata dal conflitto e ridotta alla miseria: le conseguenze dei bombarda-
menti e degli aspri conflitti a fuoco avevano ridotto le strade transitabili e ridimensionato
il numero delle banchine portuali servibili. Le campagne, abbandonate da lungo tempo,
erano ormai sterili e improduttive, i commerci assenti, la pesca proibita a causa del con-
flitto e la produzione industriale, già scarsa prima della guerra, del tutto azzerata . La
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quantità di pane distribuita si aggirava intorno ai 100 grammi, mentre pasta e zucchero
erano del tutto mancanti. Era possibile rimediare sporadicamente qualche grammo di
legumi, per un massimo di 300 grammi a persona, a un prezzo variabile dalle 15 alle 25
lire. La popolazione, per sopperire alle urgenti necessità, era costretta a ricorrere al mer-
cato nero, praticato su vasta scala in tutti i centri e per tutti i generi con i seguenti prezzi
iperbolici: pane dalle 40 alle 70 lire al kg; grano 800 lire al tumolo (16 kg); zucchero
120 lire; legumi vari dalle 40 alle 50 lire al kg; sigarette dalle 60 alle 80 lire il pacchet-
to da 20; pasta e riso erano assenti anche sul mercato nero che rimediava all’assenza
di farmaci, medicinali più comuni e tessuti di ogni genere a «prezzi superiori ad ogni
A
3 AUSSME, Fondo SIM, I Div., b. 378, f. 37, Accertamenti sul conto del gangster italo-americano Lucky
Luciano residente a Palermo.
4 AFA, doc. 1943, Palermo, 10 luglio 1943.
5 AFA, Ep. 1943, Lettera del Comitato per l’Indipendenza Siciliana al colonnello Charles Poletti, Palermo, 29
luglio 1943.
6 Per un approfondimento vedi A. Finocchiaro Aprile, Il Movimento Indipendentista Siciliano, Libri Siciliani,
Palermo 1966 (a cura di Massimo Ganci).
7 Cfr. F. Cappellano, L’Esercito in Sicilia (1944-1946), in «Storia Militare», n. 126, marzo 2004.

