Page 218 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           Il Separatismo siciliano nei documenti dello SME e del SIM


           Antonello BATTAglIA



               l 12 giugno 1943, dopo la capitolazione di Pantelleria, un sedicente Comitato d’a-
           I zione provvisorio per la prima volta si appellò al popolo siciliano proponendo una
           strenua resistenza passiva contro il regime fascista, ritenuto il principale responsabile
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           della decadenza e dello storico sfruttamento dell’isola .
           A partire dal 9 luglio, con lo sbarco Alleato e l’inizio dell’operazione Husky, il Comitato
           assunse il nome ufficiale di Comitato per l’indipendenza Siciliana: incrementò i procla-
           mi alla popolazione, proclamò l’ineluttabile fine del regime mussoliniano e lo sfalda-
           mento dell’unità statale italiana . I concetti fondamentali enunciati erano l’antifascismo,
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           la Sicilia come antica maestra di civiltà e culla di cruciali rivoluzioni, la resistenza pas-
           siva e per la prima volta si ribadiva il diritto all’autodeterminazione, la comunanza degli
           interessi con l’Inghilterra – e in generale con gli Alleati – e la necessità di un plebiscito
           che garantisse l’indipendenza all’isola.
              Il “risorgimento Siciliano”, così com’era definito, riponeva fiducia nell’azione degli
           Alleati il cui approccio alla questione era tuttavia alquanto ambiguo e cangiante in base
           alle contingenze storico-militari. Il sostegno anglo-americano, alla luce della documen-
           tazione archivistica analizzata, può essere schematicamente riassunto in tre fasi:
           1.  Prima dello sbarco in Sicilia, gli Alleati avevano preso contatti – oltre con la mafia
              – con i primi separatisti, al fine di ottenere un consenso quanto più largo possibile;
           2.  Dopo l’inizio dell’Operazione Husky e la conquista dell’isola, gli anglo-americani
              continuarono a sostenere il movimento separatista per allargare ulteriormente la base
              del consenso e disgregare geopoliticamente l’Italia fascista al fine di affrettarne la
              caduta;
           3.  Dopo la caduta di Mussolini, le istanze separatiste avrebbero continuato a giovare
              dell’appoggio degli Alleati che, in tal modo, avrebbero impiegato la minaccia seces-
              sionista nei confronti del governo badogliano con l’obiettivo di sollecitare l’armisti-
              zio;
           4.  A seguito dell’armistizio di Cassibile, l’appoggio anglo-americano si sarebbe ridotto
              notevolmente poiché sarebbe divenuto fondamentale compattare il Regno del Sud,
              impegnato nella sanguinosa guerra civile con la Repubblica Sociale. Al proposito, lo
              stesso Andrea Finocchiaro Aprile, noto leader del movimento, avrebbe lamentato il
              progressivo disinteresse alleato nei confronti della già perorata indipendenza sicilia-
              na. I documenti del SIM, relativi alle indagini su Lucky Luciano, corroborano ulte-
              riormente questo punto. Il boss, trait d’union tra Stati Uniti e Sicilia, nel suo secondo

           1    Il testo integrale dell’appello che definiva la Sicilia «[…] tre volte maestra di civiltà all’Italia e all’Europa,
              trascurata e avvilita da un governo di filibustieri […]» è intitolato Palermitani, popolo di Sicilia, l’ora delle
              grandi decisioni ci chiama a raccolta e si trova presso l’Archivio Finocchiaro Aprile (da ora in poi AFA),
              doc. 1943, Palermo, 12 giugno, 1943.
           2    G. C. Marino, Storia del separatismo siciliano, Editori Riuniti, Roma, 1979, p. 18.
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