Page 220 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           immaginazione» .
              Le autorità anglo-americane,  nonostante fossero state sollecitate da diverse com-
           missioni composte dai principali impresari agricoli, non si erano volute occupare della
           produzione e dello smercio degli agrumi. «Ne deriva – si legge in un rapporto militare –
           che fra non molto la categoria dei proprietari, privati della possibilità di realizzare denaro
           con la vendita di prodotti, si troverà nelle condizioni di non potere pagare le tasse che
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           l’occupatore ha lasciato invariate» . Delinquenza e atti di violenza si diffondevano, favo-
           riti dalla facilità di reperimento di armi, abbandonate sui campi di battaglia dalla ritirata
           tedesca. Non era difficile trovare cannoni e pezzi di artiglieria pesante nascosti nelle case
           di campagna e occultati in cumuli di sacchi, abiti smessi e arazzi .
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              In questo drammatico scenario caratterizzato anche dall’assenza delle istituzioni sta-
           tali e dalla mancanza di partiti politici non ancora riorganizzatisi, il separatismo si poneva
           come l’unico movimento in grado di guidare la rinascita della Sicilia e dare un nuovo or-
           dine al popolo. La popolazione – al di là delle proposte politiche che in questa contingen-
           za non erano le principali preoccupazioni – decise di accostarsi al movimento separatista
           nella speranza di un nuovo riscatto sociale.
              Finocchiaro Aprile  inviava  numerose  lettere  alle  principali  figure  politiche  anglo-
           americane in cui sosteneva il carattere antisovietico e anticomunista del separatismo e
           l’opportunità di fare della Sicilia una roccaforte del capitalismo americano o, in alter-
           nativa, un protettorato britannico. Il programma non era dunque ben delineato. In base
           all’interlocutore, il leader proponeva iniziative differenti purché si desse seguito alle
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           istanze separatiste .
              Oltre alla ricerca di una legittimazione “internazionale” –  che sarebbe continuata con
           la vana presentazione di un memorandum alla Conferenza di San Francisco nella prima-
           vera del 1945 – il separatismo cercò legittimazione “interna” e al fine di ottenere maggior
           consenso popolare, avviò la campagna di propaganda su vasta scala .
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              Il 9 dicembre 1943, a Palermo, il comitato centrale del MIS si riunì in seduta plenaria
           redigendo una richiesta ufficiale inoltrata al comando dell’AMGOT in cui si esortavano
           gli Alleati a non rimettere l’isola nelle mani del governo Badoglio:
              «No! Non è la nostra una velleità di nuovi ordinamenti politici; ci muove l’impossi-
           bilità di rimanere, senza suicidarci, nell’unità. L’indipendenza sarà la vita, l’unità segne-
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           rebbe la nostra fine» .

           8  A. Battaglia, Separatismo Siciliano. L’esercito italiano contro l’EVIS nei documenti dello SME e del SIM,
              Nuova Cultura, Roma, 2014, p. 253.
           9  AUSSME, H5, b. 5, f. 1, Situazione politica ed economica della Sicilia in regime di occupazione. 29 ottobre
              1943.
           10  Cfr. S. Nicolosi, Di professione brigante, Longanesi, Milano, 1976, pp. 134-135. Vedi anche V. Brancati, I
              fascisti invecchiano, Longanesi, Milano, 1946.
           11  AFA, Doc. (1945), Lettera a Sigg. Ford Motor Co., Palermo, 7 febbraio 1945; ivi, Doc. 1945, Lettera a
              Eleonora Roosevelt, Palermo, 7 febbraio 1945; ivi, Doc. (1943), minuta ds. In cima è indicato il destinatario:
              «A Sua Maestà Giorgio VI Re d’Inghilterra e Imperatore delle Indie, Londra».
           12  Per un approfondimento si rimanda ad A. Battaglia, op. cit., pp. 79-89.
           13  Discorso tenuto a Palermo il 16 gennaio 1944 cit. in F. Renda, Storia della Sicilia dal 1860 al 1970, vol. III,
              Dall’occupazione militare alleata al centrosinistra, Sellerio, Palermo, 1990, p. 77.
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