Page 223 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          ActA
          -  L’aumento della forza d’azione sino a raggiungere i centomila armati con squadre
             di cento elementi, dotati di armi da guerra recuperate e acquistate dal movimento
             stesso;
          -  L’impianto,  a  Messina,  di  un  ufficio  consolare  per  le  relazioni  diplomatiche  con
             l’U.R.S.S. e ad Acireale, per le relazioni con la città del Vaticano .
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             L’intelligence segnalava l’evoluzione eversiva del movimento e avvisava i vertici
          militari circa prossimi disordini. Tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945 si registrò un’e-
          scalation di violenza che culminò nei moti del “non si parte!”, conseguenza di una vigo-
          rosa ed esagitata risposta popolare alla decisione governativa di richiamare alle armi le
          classi 1921 e 1922. Da ciò che risulta dai documenti custoditi presso l’AUSSME, i moti
          furono appoggiati al fine di destabilizzare l’ordine, dai fascisti e dal MIS, i cui militanti
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          dell’ala eversiva presero parte attiva agli scontri . I disordini – per citarne solo alcuni
          – scoppiarono a Catania, Caltanissetta, Agrigento, Scordia, Alcamo, Delia, Niscemi,
          Erice, Trapani, Gela, Piazza Armerina, Messina, Enna, Serradifalco, Paceco, Solarino,
          Mazzarino, Marsala, Noto, S. Agata Militello, Patti, Capo d’Orlando, Vittoria, Mus-
          someli, S. Cataldo, Villalba, Calascibetta, Nicosia, Pietraperzia, Barrafranca, Modica,
          Scicli, Giarratana, Sciacca, Canicattì, Palazzolo Acreide, Vizzini, Aidone, S. Cataldo,
          Termini Imerese e Ragusa . Si proclamarono repubbliche indipendenti Comiso, Palazzo
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          Adriano e Piana dei Greci e l’ondata rivoluzionaria terminò soltanto alla fine di gennaio
          a seguito di un massiccio impiego di forze.
             Qualche settimana dopo il moto rivoluzionario in Sicilia sud-orientale, il maggiore
          vicecapo-sezione del SIM, Renzo Bonivento, inviava il seguente marconigramma al
          Comando Supremo:
             «Urgente
             Da segnalazione pervenuta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, risulta che
             in Sicilia trovasi installata una radio clandestina che trasmette su una lunghezza
             d’onda di m. 40.
             Pregasi svolgere urgenti riservati accertamenti diretti alla sua localizzazione, in-
             formando questa Sezione di quanto verrà a risultare.
             Si tenga presente, nel corso delle indagini, che l’esistenza della radio in questione
             potrebbe avere riferimento ad identiche segnalazioni in merito alle quali elementi
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             del Gruppo CS praticano accertamenti in Sicilia nel gennaio u.s» .
             Furono immediatamente avviate le indagini che portarono a scoprire una vasta rete di
          collegamenti radio. Non si trattava di una, ma di più stazioni radio che trasmettevano a

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          20  AUSSME, Fondo SIM, I Div., b. 113, f. 21.
          21  Nei verbali dei Reali Carabinieri sono menzionati: Concetto Gallo, Egidio Di Maura, Salvatore Padova,
             Giuseppe La Spina, Gaetano Paternò Castello, Isidoro Piazza, Michele Guzzardi, Isidoro Avola, Gabriele
             Provenzale, Guglielmo di Carcaci e i fratelli Gullotta.
          22  AUSSME, H5 b. 5, Propaganda anti-militarista, Roma, 14 dicembre 1944. Vedi anche ivi, Fondo SIM, I div.,
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             b. 249, f. 4, Manifestazioni contro il richiamo alle armi.
          23  AUSSME, Fondo SIM, I div., b. 279, f. 1.
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