Page 215 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          delle operazioni militari ha interferito la manovra politica tedesco-croata.  La posizione
          italiana, comunque, rimane quella che il ciclo operativo “Trio”, stabilito dai rispettivi
          comandi supremi, debba essere portato a termine così come programmato.
             Il 22 aprile, ancor prima dell’entrata in una Rogatica ormai abbandonata (giorno 27),
          un comunicato del Quartier Generale croato riportato anche dai giornali italiani comu-
          nica che

                 grazie alle ultime azioni condotte dalle truppe croate del colonnello Francetic
              (sic) coll’ausilio di forze germaniche, le bande comuniste e cetniche (sic) della
              Bosnia orientale sono state completamente distrutte; l’intera regione della Bo-
              snia orientale è stata rastrellata; la vita delle popolazioni è in essa tornata normale
              e laboriosa, le autorità civili croate vi hanno ripreso a funzionare regolarmente. 12

             Il comunicato – sostengono gli italiani – descrive una situazione ben diversa da quel-
          la reale e costituisce un’altra prova della manovra politica tentata da tedeschi e croati
          per evitare l’intervento italiano in Bosnia o quantomeno per svalutarlo descrivendo la
          regione come già pacificata e nelle mani delle autorità civili croate. A Zagabria si at-
          tribuisce grande attenzione all’azione svolta da Francetić, che avendo portato i propri
          reparti al confine della Drina, riafferma incondizionatamente la piena sovranità croata
          sulla Bosnia orientale, stroncando ogni velleità autonomista bosniaca. Francetić, uno dei
          croati presenti in Italia negli anni Trenta, quando gli ustaša avevano avuto la possibilità
          di addestrarsi in Italia, è il principale commissario croato per la Bosnia-Erzegovina e ha
          già dimostrato buone qualità di comando adatte alla guerriglia nelle regioni bosniache.
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          Il colonnello croato, che ha la piena fiducia di Zagabria e del comando tedesco di Sara-
          jevo, sembra eserciti un certo ascendente anche sulla popolazione musulmana, avendo
          permesso il rientro dei profughi nei villaggi liberati dai ribelli:  ha anche assunto il
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          nome di battaglia “Zmaj od Bosne” (Drago della Bosnia) come il capitano Husejin-beg
          Gradašcević, notabile musulmano autonomista ribellatosi alla Sublime Porta nella prima
          metà del XIX secolo e acclamato dal regime ustaša quale eroe croato che ha sacrificato i
          propri privilegi nel tentativo di dare uno Stato autonomo bosniaco ai croati. 15
             L’effettivo sbarramento della riva destra della Drina da Višegrad a Goražde da par-
          te della Divisione “Pusteria” porta comunque, il 27 ed il 28 aprile, gli alpini italiani a
          sopportare il peso maggiore delle operazioni, quando i battaglioni italiani sorprendono


          11  Ibidem, fascc. 1 e 3, Comando 2ª Armata, Ufficio Operazioni, all’Eccellenza Luca Pietromarchi, Ministero
             Affari Esteri-Ufficio Croazia Roma, prot, n. 8350, oggetto: Interferenze politiche sulle operazioni in Bosnia,
             f.to il generale di Brigata Capo di Stato Maggiore E. De Blasio, P.M.10, 25 aprile 1942-XX.
          12  Ibidem.
          13  Ibidem, R. Legazione d’Italia, Addetto militare, a Superesercito e p.c. Comando 2ª Armata, n. prot. 585,
             oggetto: Operazioni ustasa in Bosnia, f.to Addetto Militare Colonnello d’Art. Stato Maggiore Gian Carlo Re,
             Zagarbia 13 aprile 1942-XX.
          14  Ibidem, R. Legazione italiana Zagabria, a Comando 2ª Armata, telescritto n. 8181, f. to Casertano, P.M.10,
             23 aprile 1942-XX.
          15  M.A. Hoare, History of Bosnia. From the Middle Ages to the Present Day, London, Saqi, 2007, p. 203; F.
             Jelić-Butić, Ustaše i Nezavisna Država Hrvatska, 1941-1945, Zagreb, Liber, 1977, p. 197. Sulla rivolta di
             Husejin-beg Gradašević si veda N. Malcolm, Storia della Bosnia, Milano, Bompiani, 2000, pp. 173-174.
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