Page 213 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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essere indotte, mediante trattative, a mantenere dinanzi le truppe tedesche lo stesso at-
teggiamento, per lo meno neutrale, che mantengono nei confronti delle truppe italiane
in Erzegovina; il generale italiano si dimostra invece più scettico sulla possibilità di un
accordo diretto tra četnici e autorità croate. Anche il generale Laxa, che afferma di esse-
re all’oscuro in merito alle trattative di Vrančić, dubita si possa raggiungere un accordo
tra i croati e le bande serbe, anche se non si dimostra contrario a trattative condotte da
parte delle autorità militari tedesche e italiane in tal senso, riservandosi di farlo presente
al governo di Zagabria. Nella capitale croata del resto già dall’inizio dell’anno Pavelić
ha preso in considerazione l’opportunità di un’intesa con le bande serbe, per riprendere
il controllo dei poteri civili nella “seconda zona” e manifestare la piena autorità stata-
le. L’eventualità di una collaborazione croata con le bande nazionaliste serbe è invece
categoricamente sconfessata da Slavko Kvaternik, ministro delle Forze Armate croate,
che insoddisfatto delle decisioni prese ad Abbazia e pessimista sull’attuazione del pro-
gramma convenuto e sui suoi risultati – non è da escludersi che la reale preoccupazione
del maresciallo croato sia il timore di un’eventuale occupazione italiana oltre la linea
di demarcazione italo-tedesca – ribadisce la linea intransigente smentendo le trattative
Vrančić e affermando l’impossibilità del governo di Zagabria ad impegnarsi con “i ne-
mici della Croazia” e degli stessi alleati tedeschi e italiani (anche se quest’ultimi non
considerano i četnici come tali). A prova di ciò – sostiene Kvaternik – vi sarebbe tra
l’altro il fatto che il capo dei četnici nella Bosnia orientale, il maggiore Jezdimir Dangić,
mentre simula amicizia verso tedeschi e italiani, accetta onorificenze da parte del gover-
no jugoslavo a Londra (nel novembre precedente aveva concluso anche un accordo con
i partigiani). La predisposizione ai negoziati dimostrata dai četnici altro non è – secon-
do le autorità croate – che una precisa strategia di re Petar II Karađorđević da Londra,
al fine di raccogliere le forze nazionaliste serbe ed organizzarle nell’attesa dell’azione
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risolutiva contro gli occupanti. Anche il Comando Supremo tedesco, in ultimo, è diffi-
dente nei confronti delle bande serbe e comunica la propria contrarietà ad intavolare una
qualunque trattativa con esse. 9
Roatta, in merito alle trattative con le bande serbe, sospetta che l’esitazione del-
lo Stato Maggiore croato – che considera ambigui e pericolosi i contatti italiani con i
četnici – sia dovuta all’intenzione di voler prender tempo per arrivare alle operazioni
anti-partigiane senza un accordo e poterle considerare a tutti gli effetti bande nemiche.
Al tempo stesso il comandante della 2ª Armata precisa ai comandi italiani della zona
8 Ibidem, b. 57, fasc. 5, Stato Indipendente Croato, Quartier Generale del Poglanik, Gsp. N. 140 – 1942, a
Sua Eccellenza Generale Roatta Comandante della 2ª Armata Italiana Sussak, f.to Kvaternik, Zagabria 31
marzo 1942; ibidem, b. 58, fasc. 1, Telescritto da Comando 2ª Armata, Ufficio Operazioni at Superesercito
Operazioni, f.to Generale Roatta, 6 aprile 1942-XX; id., Comando 2ª Armata, Ufficio Operazioni, a Stato
Maggiore R. Esercito-Ufficio Operazioni, prot. n. 7484, rif. ai telescritti S.M.R.E. 6037 e 6080 in data 11.4,
oggetto: Colloqui di Zagabria, f.to il Generale designato d’Armata Mario Roatta, P.M.10, 13 aprile 1942-
XX; ibidem, b. 61, fasc. 5, Conferenza italo-tedesca-croata ad Abbazia, R. Missione Militare in Croazia,
a Comando Supremo e p.c. a Comando 2ª Armata, a R. Ministro d’Italia Zagabria, prot. n. 1155, oggetto:
Impressioni del Maresciallo Kvaternik in merito al verbale redatto ad Abbazia, f.to il Generale Capo Missione
G. Oxilia, Zagabria 8 marzo 1942-XX
9 Ibidem, b. 58, fasc. 1, Telescritto dello S.M.R.E. n. 60-80, rif. f. 6469 del 31.3.

