Page 373 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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ActA
Le iniziative di soccorso agli emigrati
durante la grande guerra
Stefano oRAZI
1. Premessa
l presente contributo mira ad individuare l’opera di solidarietà a favore degli emigra-
I ti italiani all’estero messa in atto al tempo della prima guerra mondiale soprattutto
dalla “Rivista di Emigrazione”, un mensile costituitosi a Pesaro nel 1908 nell’intento di
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dare visibilità ed urgenza a un problema sociale di assai ampie dimensioni , ma gene-
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ralmente poco approfondito dalla stampa dell’epoca e dalla coscienza dei più . Su tale
argomento essa fornirà notizie, in maniera particolareggiata, dopo che lo scoppio della
Grande Guerra rese di fatto insostenibile la permanenza in gran parte dei paesi europei
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dei connazionali espatriati in cerca di lavoro . A differenza di altre riviste italiane, che
già nell’autunno del 1914 furono costrette a sospendere le loro attività o per vicende
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legate alla guerra o per un loro taglio editoriale giudicato «disfattista» e dunque anti-
nazionale dagli organi governativi, quali le prefetture e l’Ufficio stampa del ministero
1 Tra le iniziative socio-assistenziali agli emigranti attuate durante la Grande Guerra va naturalmente
ricordata anche l’azione svolta dalla Croce Rossa Italiana, la cui opera fu tuttavia rivolta non specifi-
catamente agli emigranti, ma principalmente al trasporto e alla cura dei feriti. Si vedano, al riguardo, i
seguenti saggi di riferimento: I. Pascucci - C. Tavormina, La professione infiermeristica in Italia. Un
viaggio tra storia e società dal 1800 a oggi, McGraw-Hill, Milano 2012, pp. 124-151; I. di Targiani
Giunti, La Croce Rossa Italiana nei diari e nella vita, a cura di V. Brayda Gozzi e L. Zangrossi Crosa,
2 ᵃ rist., Opera Pia Sella, Città di Castello 2013, pp. 77-85.
2 Per una scheda tecnica del mensile pesarese si veda A. Brancati, Società e informazione a Pesaro tra
il 1860 e il 1922, Banca Popolare Pesarese, tip. Belli, Pesaro 1984, pp. 394-398; E. Torrico (a cura
di), Periodici e numeri unici di Pesaro-Urbino, con introduzione di E. Santarelli, in Bibliografia della
stampa operaia e democratica nelle Marche 1860-1926, Istituto regionale per la storia del movimento
di liberazione nelle Marche, Il Lavoro Editoriale, Ancona 1988, pp. 127-129; L’Italia del Risorgimento.
Giornali e riviste nelle raccolte della Biblioteca del senato (1700-1918), Biblioteca del Senato della
Repubblica, Roma 1998, p. 178.
3 Dal 1876 al primo conflitto mondiale espatriarono oltre 14 milioni di italiani, dal 1886 diretti in preva-
lenza verso le Americhe. L’emigrazione italiana all’estero era in gran parte costituita da operai non spe-
cializzati, come ricordato nel mensile pesarese: “pochi fra i nostri emigrati sono gli operai specializzati
in qualche arte: la gran massa [è formata da] operai non specializzati (braccianti o giornalieri) e solo un
0,33 per cento di professionisti. La metà dei nostri emigrati, purtroppo, è costituita da analfabeti: cifra
non superata che dagli emigrati portoghesi. Gli emigrati scandinavi stanno alla testa di tutti per cultura,
sapendo leggere e scrivere nella quasi totalità. Ma l’80 per cento dei nostri emigrati è dato da meridionali,
che sono appunto i meno istruiti” (U. Conti, Un grande Istituto di protezione per gli emigranti, in “Rivista
di Emigrazione” [d’ora in avanti = R. E.], a. VIII, fasc. 7-8-9, luglio-agosto-settembre 1915, p. 130).
4 Ad esempio, Corrado Sipione, già direttore e proprietario del giornale “I Nuovi Ideali”, comunicherà al
Ministro degli Esteri la sospensione della pubblicazione della sua rivista Galleria degli uomini illustri
a causa della guerra, cfr. Lettera di Corrado Sipione al Ministro degli Esteri Antonino Di San Giuliano,
Roma 28 settembre 1914, in Archivio storico diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, Archivio di
Gabinetto (1910-1914), b. 19.

