Page 377 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 377

1017
          ActA
          il permesso di soggiorno. Sempre presso il Consolato essi iniziarono inoltre a domanda-
                                            18
          re alla Società italiana di Beneficenza , cui l’Ambasciatore d’Italia a Parigi, Tommaso
                19
          Tittoni , aveva concesso uno speciale sussidio straordinario, che non risolse però i pro-
          blemi allora incontrati da coloro che volevano tornare in patria. Appena infatti fu rista-
          bilito un limitato servizio di treni ordinari, fu offerta a tutti la possibilità di rimpatriare,
          ma la situazione divenne praticamente ingestibile per il sopraggiungere dei fuggiaschi
          dai dipartimenti francesi di frontiera, dal Belgio, dal Lussemburgo, dall’Inghilterra e dal
          continente americano. Il 6 agosto facevano ressa alla stazione di Lione, in attesa di poter
          rimpatriare, 8.000 italiani, per i quali si dovette istituire naturalmente uno speciale servi-
                     20
          zio di viveri . Tra il 16 ed il 30 settembre 1914 lo stesso Tittoni si curò di far rimpatriare
          42.850 emigranti e analoga situazione veniva segnalata all’ambasciatore italiano dalle
          città di Nancy, Le Hậvre, Reims, Besančon, Nantes, Cette, Bordeaux Tolone, Marsiglia.
                                               21
          Ovunque tuttavia furono mandati soccorsi .
             Persino il governo francese mise in seguito a disposizione del Tittoni 800 razioni
          giornaliere e queste, unite a quelle che si potevano fornire con sussidi ricevuti, permi-
          sero di soccorrere quotidianamente più di 1.500  italiani indigenti. A Parigi dal 4 all’8
          agosto 1914 vi erano ancora circa 20 mila italiani, ma in quelle ore essi erano adeguata-
          mente assistiti: veniva loro garantita la possibilità di rimpatriare, di usufruire di sussidi
          in denaro, di provviste di medicine per i malati e la distribuzione di oltre 1.500 razioni
                                                  22
          alimentari provenienti da cucine economiche . Con il passare dei giorni i sussidi venne-
          ro però ridotti alle sole persone malate, ai rimpatriati provenienti dai campi di guerra che
          avevano perso ogni loro avere e alle famiglie con bambini. Agli altri venne comunque
          garantita l’assistenza fino alla primavera del 1915 mediante distribuzione di buoni ali-
          mentari, di viveri forniti quotidianamente agli emigranti per il viaggio, compreso il latte
          per i bambini, in razioni distribuite nel ricovero degli emigranti e in dodici distinte loca-
          lità della metropoli. In Francia l’assistenza fu assicurata durante tutto il periodo di guer-
          ra e sempre attraverso la Società di Beneficienza, cui giungevano anche sussidi di volta
          in volta elargiti dal governo italiano. Tali notizie sono desunte dalla relazione dell’am-
          basciatore Tittoni, apparsa poi integralmente nel  “Bollettino della Emigrazione”   e
                                                                                   23
          18  Fin dal 1865 esercitava l’assistenza agli italiani nella circoscrizione di Parigi.
          19  Ambasciatore a Parigi dall’aprile 1910 al  novembre 1916,  Tittoni era stato in precedenza deputato (dal
             1886 al 1897),  prefetto di  Perugia (1898-1900) e di Napoli (1900-1903),  senatore (dal 1902) e ministro
             degli Esteri, dal 1903 al 1905 e dal 1906 al 1909. Nell’ultimo incarico ministeriale notevole fu il clamo-
             re sollevato dai suoi oppositori in materia di politica estera durante la crisi bosniaca che vide il Tittoni
             muoversi tra esagitate richieste di azione immediata e bruschi capovolgimenti di indirizzo generale. Per
             tale motivo venne definito « incauto quanto vituperato» da Alberto Acquarone, Tre capitoli sull’Italia
             giolittiana, Il Mulino, Bologna 1987, p. 14.
          20  Da una relazione del Segretariato dell’Opera Bonomelli a Lione è possibile ricavare una serie di informazioni
             sulle varie iniziative attivate nella città francese a favore degli emigrati tra il 1914 e il 1917 (cfr. S. Ravera,
             Relazioni del Segretariato «dell’Opera Bonomelli» a Lione, 1914-1917, dattiloscritto conservato in AGS,
             fondo Prelato per l’emigrazione italiana, fasc. 201).
          21  Cfr. T. Tittoni, L’emigrazione italiana in Francia e l’opera del Governo italiano nei primi mesi della
             grande guerra, in R. E., a. VIII, fasc. 3-4, marzo-aprile 1915,  pp. 67-68.
          22  Cfr. T. Tittoni, L’emigrazione italiana in Francia e l’opera del Governo cit., pp. 69-71.
          23  Cfr. T. Tittoni, Assistenza degli emigranti in Francia nei primi mesi della guerra del 1914, in “Bollettino
             della emigrazione”,  a. XIV  n. 1, 15 gennaio 1915, pp. 7-20.
   372   373   374   375   376   377   378   379   380   381   382