Page 380 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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1020 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
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vecchi ed invalidi” . Non sempre tuttavia e non ovunque la situazione si presentava tan-
to critica. La “Rivista di Emigrazione”, attraverso l’incessante opera dei Segretariati - i
quali ad essa fornivano puntuali notizie sul lavoro assistenziale prestato e spesso anche
su quanto accadeva nei singoli paesi – non mancava di far sapere la situazione fortunata
nei due paesi di Pontebba (Udine) e di Pontafel, paese di frontiera, nei quali – riferisce
nella primavera del 1915 – non si registra
“nessun chiasso, nessuna dimostrazione. I pontebbani vanno indisturbati a bere la
birra al di là del ponte internazionale; gli abitanti di Pontafel vengono pacificamente
al di qua. Le nostre autorità con gentile pensiero hanno permesso che i pochi cittadini
di Pontafel, dietro presentazione di un documento, potessero fare, in limitata misura,
giorno per giorno, acquisti di viveri; al ponte vengono controllati dalle Regie Guardie
di Finanza onde evitare abusi. Ogni giorno gli spedizionieri di Pontebba trasportano a
Pontafel grossi carri di fiori diretti a Vienna e altrove. Guardando ai fiori che entrano
dall’Italia e pensando al sangue che vien spesso dai Carpazi e in Francia ci viene sul
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labbro caldo e spontaneo l’augurio di una prossima pace” .
La situazione bellica non andava però in quella direzione: il conflitto europeo con-
tinuò a respingere nel nostro Paese numerosi operai italiani con le rispettive famiglie,
delle quali la rassegna pesarese continuava incessantemente ad interessarsi con estrema
puntualità .
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3. Organizzazioni assistenziali private
a. L’Opera cattolica “Bonomelli”
Accanto alla “Rivista di Emigrazione”, assai note erano allora anche alcune orga-
nizzazioni laiche e cattoliche, che in maniera molto attiva parteciparono per alleviare
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le difficoltà dei rimpatri. Tale fu, innanzitutto, l’Opera di Assistenza agli emigranti
creata dal vescovo di Cremona, mons. Geremia Bonomelli nel maggio 1900, che estese
negli anni della tempesta mondiale la sua assistenza anche ad altro genere di emigrati
coatti, cioè ai prigionieri di guerra e agli internati nei campi di concentramento, facendo
giungere loro la sua voce e il suo soccorso. I bonomelliani furono ovunque i collabora-
tori più ricercati e apprezzati dalle Ambasciate, dai Consolati e dalle Legazioni italiane:
33 Notiziario. Il Commissariato dell’Emigrazione e la guerra, in R. E., a. VIII, fasc. 7-8-9 cit., p. 154. Già nel
periodo pre-bellico il mensile pesarese accennava nel proprio notiziario anche alle condizioni delle donne
emigranti in Germania e in Svizzera, cfr. R. E., a. I, fasc. 9-10, novembre-dicembre 1908, pp. 119-120.
34 Notiziario, in R. E., a. VIII, fasc. 3-4, marzo-aprile 1915, p. 96. Da notare, tra l’altro, che a Pontebba fin dal 26
ottobre 1908 era funzionante un ufficio di confine per il cambio delle valute e per l’assistenza agli emigranti
(R. E., a. I, fasc. 8, ottobre 1908, p. 63).
35 Tra l’altro, nell’autunno 1914 anche a Pesaro, sede redazionale della “Rivista di Emigrazione”, il lo-
cale Segretariato provinciale della Emigrazione versava in gravi difficoltà economiche per ritardi dei
contributi finanziari ad esso promessi dall’amministrazione comunale. A ciò si erano aggiunte le forti
spese che doveva sostenere “per la inchiesta sugli emigranti rimpatriati dai paesi della guerra europea
e che non abbiamo ancora ultimata e le altre [spese] per il regolare funzionamento dell’ufficio”(Lettera
di Ettore Mancini al Regio Commissario, Pesaro 18 settembre 1914, in Archivio storico comunale di
Pesaro, faldone 1914, cat. 13, cl. 1).
36 G. Cortese, L’ “Opera Bonomelli” nell’anno della guerra, in “La Vita italiana”, a. IV, fasc. XXXVII,
gennaio 1916, p. 360.

