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236 la neutralità 1914 - 1915. la situazione diplomatica socio-politica economica e militare italiana
Gruppo durante la guerra.
ai reparti e i velivoli in dotazione alle squadriglie, irrimediabilmente sorpassati,
disegnavano uno strumento aereo per il quale la missione tipo rimaneva la rico-
gnizione, interpretata secondo i criteri d’anteguerra. L’indisponibilità dei mezzi
tecnici, stazioni radiotelegrafiche e macchine fotografiche innanzitutto, necessari
per quell’attività di ricognizione tattica e osservazione aerea propria della guerra
di trincea, sottolineava l’inadeguatezza di una situazione a cui solo dopo l’estate
sarebbe stato possibile porre rimedio.
I dirigibili
Nei primi anni del XX secolo la possibilità di sfruttare la terza dimensione con
un’autonomia e una capacità di carico ben superiori a quelle dei primi velivoli
attirò sul dirigibile l’attenzione degli stati maggiori. In Italia si arrivò così alla
realizzazione dei tipi P ed M, piccolo e medio, da 3.500/4.700 metri cubi gli uni,
da 12.000 metri cubi gli altri, che con la loro caratteristica formula costruttiva a
trave articolata rappresentavano una soluzione intermedia tra le grandi aeronavi
a struttura rigida del conte Zeppelin e i piccoli dirigibili flosci, privi di qualunque
armatura e strutturalmente assimilabili a un pallone aerostatico munito di organi
per il moto e il controllo di direzione.
Dopo le prime esperienze fatte con il P1 a Vigna di Valle a partire dall’agosto
del 1909, il P2 e il P3, allestiti nell’arco dei due anni successivi, presero parte alle
grandi manovre dell’estate del 1911 svolgendo attività di ricognizione a favore
dei due partiti contrapposti, e pochi mesi dopo furono infatti aggregati al corpo
di spedizione inviato in Libia e trasferiti a Tripoli via nave all’inizio di dicembre.

