Page 408 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      408


          controllato dal nemico, isolate o insieme ad agenti italiani, dimostrando sangue fred-
          do, memoria, saldezza di nervi, resistenza fisica, coraggio.
             Un panorama di ben più ampio valore rispetto a quanto l’agiografia ha assegnato
          alle mogli e madri che incarnavano quel sostegno spirituale necessario a chi, trovan-
          dosi a dover superare l’istinto di conservazione, aveva l’inconscio bisogno di tradurre
          in una figura concreta l’immagine di quella Patria che erano chiamati a servire.
             La Prima Guerra Mondiale dimostrò la grande importanza che avevano le donne
          quale parte integrante del Paese interamente impegnato nel conflitto, anche se soltan-
          to un numero limitato di loro si trovò a prendere parte diretta alle operazioni militari.
                                              :
             Le donne rimaste nel territorio si trovarono a fronteggiare una quantità di proble-
          mi posti dalla lontananza degli uomini: essenzialmente supplire all’assenza, e condur-
          re le aziende, specialmente quelle agricole.
             Ma un altro tipo di Valore si stava mettendo in luce.
             Posti di lavoro erano rimasti vacanti negli uffici e nei servizi pubblici: le donne
          si presentarono a ricoprirli, sia spinte dal senso del dovere civico, sia dalla ricerca di
          mezzi di sostentamento per le famiglie, venuti a mancare per il richiamo degli uomini
          alle armi e non sufficientemente compensate dai vari tipi di sussidio. Così le donne in
          gran numero entrarono nella vita organizzata della nazione alla pari con gli uomini,
          mentre fino ad allora ben poche di esse uscivano dalle mura domestiche, se non per
          dedicarsi ad attività esclusivamente femminili.
             La rapida espansione delle industrie, sollecitata dalle necessità di guerra, ebbe
          come conseguenza la creazione di nuovi posti di lavoro e molto vasto fu il ricorso
          alla mano d’opera femminile per ricoprirli, facendo così quest’ultima il suo ingresso
          in tutti i tipi d’industria.
             La necessità di fare un sempre maggiore ricorso alla mano d’opera femminile ap-
          parve subito evidente fin dalle prime settimane di guerra.
             Il generale Alfredo Dallolio, Sottosegretario di Stato per le Armi e Munizioni
          (carica istituita il 9 luglio 1915), già nello stesso mese d’agosto, con una sua circo-
          lare, richiamava l’attenzione dei dirigenti degli stabilimenti militari sull’opportunità
          di immettere in quelle officine maestranza femminile, in luogo di quella maschile,
          preavvisando che si sarebbe giunti all’obbligatorietà di tali assunzioni. Questo do-
          cumento ufficiale apre il primo periodo (agosto 1915-agosto 1916) di attività di
          quell’organo dello Stato.
             Quando furono ottenuti risultati positivi, essendo ormai dimostrata la validità di
          tale scelta e dopo che se ne furono convinti tanto i datori di lavoro quanto le lavoratri-








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