Page 267 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  265




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              nel quadro della missione in Transcaspia del 1918-19 o in quello della campagna
              che, nel 1920, porta allo sradicamento del movimento darwish, nei territori com-
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              presi fra la Somalia italiana, il Somaliland e l’Etiopia. Queste forme di collabo-
              razione non riescono, tuttavia, a sanare i contrasti che esistono soprattutto in
              campo coloniale, in parte legati alle attese sollevate dalla nebulosa formulazione
              dell’art. 13 del Patto di Londra e che in Somalia avrebbero trovato composizione
              solo con il protocollo del 1924 sull’Oltregiuba. Il disimpegno di Washington dalla
              scena europea e il crescente coinvolgimento di Londra in altri teatri avrebbero
              anch’essi impedito a questi tentativi di avvicinamento di superare il livello occa-
              sionale. La politica britannica del “doppio contenimento” della Germania da una
              parte, della Russia sovietica dell’altro, unita alla necessità di tenere sotto controllo
              le ambizioni francesi, l’atteggiamento punitivo di Parigi verso Berlino e la sua pe-
              netrazione nei nuovi Stati dell’Europa centro-orientale, si conciliava male con la
              postura “revisionista” verso cui l’azione italiana si stava (seppure non senza con-
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              traddizioni) orientando. L’arrivo al Foreign Office di Lord Curzon (23 ottobre)
              cambia poco questo stato di cose; anzi, l’attenzione dimostrata da Curzon verso
              i problemi del Medio Oriente, per le ambizioni di Mosca e per gli equilibri della
              Mitteleuropa (attenzione già chiara fra il gennaio e l’ottobre 1919, quando, con
              Balfour impegnato nella Conferenza di pace, proprio Curzon aveva ricoperto il


              30  Sull’intervento britannico in Transacaspia, cfr. ELLIS, C. H., The British “Intervention” in Tran-
                 scaspia, 1918-1919. University of California Press, Berkeley, CA 1963; sulle sue motivazione
                 politiche cfr. anche KELLY, S., How Far West?: Lord Curzon’s Transcaucasian (Mis)Adventure and
                 the Defense of  British India, 1918-23, in «The International History Review», vol. 35 (2013), n.
                 2, p. 274-293; sulla dimensione militare cfr. SARGENT, M., British Military Involvement in
                 Transacapia (1918-1919). Defence Academy of the United Kingdom, Conflict Studies Research
                 Centre, Camberley 2004; il ruolo italiano e le complesse relazioni fra Roma e Londra sono
                 analizzate nel dettaglio in PETRICIOLI, M., L’occupazione italiana del Caucaso: “un ingrato servizio”
                 da rendere a Londra. Giuffrè, Milano 1972.
              31  In questo caso si tratta, d’altra parte, di una collaborazione iniziata già alla fine del XIX secolo
                 e portata avanti (seppure nei limiti imposti a un teatro ampiamente secondario) anche negli
                 anni della Prima guerra mondiale; cfr., ad es., NICOLOSI, G., Imperialismo e resistenza in Corno
                 d’Africa. Mohammed Abdullah Hassan e il derviscismo somalo (1899-1920). Rubbettino, Soveria Man-
                 nelli 2002.
              32  I limiti per molti aspetti “strutturali” del revisionismo italiano fra le due guerre sono analizzati
                 fra gli altri, con particolare riferimento alle vicende dei rapporti italo-ungheresi, da FERRARIS,
                 L. V., Il revisionismo italiano fra le due guerre e l’Ungheria, in NEMETH PAPO, G., PAPO, A. (a
                 cura di), Il Trianon e la fine della Grande Ungheria. Luglio, San Dorligo della Valle 2011, p. 47-66.
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