Page 263 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  261




              avrebbero contribuito a suggellare) non è compensata nemmeno dagli attesi be-
              nefici coloniali che, come detto, sarebbero stati in larga misura limitati alla rettifica
              delle frontiere esistenti. Di contro, lo sbarco delle truppe a Costantinopoli e nel-
              l’Anatolia meridionale, rispettivamente il 7 febbraio e il 9 marzo 1919, origina-
              riamente concepito come mossa intesa a forzare la mano ai riluttanti Alleati e a
              contrastare le ambizioni greche, finisce per coinvolgere le truppe italiane nelle
              complesse vicende della guerra d’indipendenza turca, un coinvolgimento che pro-
              segue, a fasi alterne, fino al loro ritiro definitivo dall’Anatolia meridionale nel
              1922 e da Costantinopoli l’anno successivo e che, in una prospettiva di lungo ter-
              mine, finirà per influire in maniera negativa sullo sviluppo delle successive rela-
              zioni italo-turche. 23
                 Nemmeno la partenza di Wilson da Parigi dopo la firma del trattato di Ver-
              sailles (28 giugno 1919) semplifica, quindi, la posizione italiana, che anzi risente,
              dopo tale data, delle difficoltà che accompagnano dapprima la firma del trattato
              di Saint-Germain-en-Laye (10 settembre 1919), poi i difficili negoziati per la pace
              con l’Impero ottomano. Le dimissioni di Tittoni (25 novembre 1919), legate alla
              pubblicazione da parte greca dei termini dell’accordo con Venizélos e all’ondata
              di sdegno nazionalista che essi provocano nell’opinione pubblica italiana, e l’arrivo
              alla Consulta di Vittorio Scialoja, se da una parte riportano sulle questioni adria-
              tiche il focus dell’azione diplomatica, dall’altra non riducono il peso del rapporto
              con la Gran Bretagna, complice anche il ruolo più attivo svolto dal Presidente
              del Consiglio nella formulazione della politica estera e nell’enfasi da questi posta
              sulle questioni economiche e commerciali. Parallelamente, le tensioni fra Londra
              e Parigi che accompagnano la definizione dei nuovi assetti mediorientali (tensioni
              che avrebbero trovato una composizione relativamente stabile solo dopo la con-
              ferenza di San Remo, fra il 19 e il 26 aprile), riportando alla luce le rivalità anglo-
              francesi, enfatizzano le difficoltà dell’Italia a trovare una collocazione “pagante”
              fra le due potenze. La presenza del contingente militare in Anatolia, lungi dal



              23  Sulle vicende del Corpo di spedizione italiano in Anatolia cfr. CECINI, G., Il corpo di spedizione
                 italiano in Anatolia (1919-1922). Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma 2010. Sulla
                 guerra d’indipendenza turca cfr. SHAW, S. J., From Empire to Republic: The Turkish War of  Na-
                 tional Liberation, 1918-1923: A Documentary Study. Türk Tarih Kurumu Basımevi, Ankara 2000;
                 ampie sintesi degli eventi sono, fra gli altri, in SHAW, S. J., SHAW, E. K., History of  the Ottoman
                 Empire and Modern Turkey. Vol. II: Reform, Revolution, and Republic: The Rise of  Modern Turkey,
                 1808-1975. Cambridge University Press, Cambridge 1977, p. 340-372, e in KAYALI, H., The
                 Struggle for Independence, in KASABA, R. (a cura di), The Cambridge History of  Turkey. Vol. IV:
                 Turkey in Modern World. Cambridge University Press, Cambridge 2008, p. 112-146.
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