Page 258 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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256          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              ferenza dello Stato Maggiore britannico per una strategia “occidentalista”) che il
              memorandum sottoposto dal comandante in capo delle truppe francesi, generale
              Joffre, alla seconda conferenza militare interalleata (Chantilly, 6-8 dicembre 1915)
              esprime la necessità che le potenze dell’Intesa (alla conferenza erano presenti i
                                                                                12
              rappresentanti di Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia, Belgio e Serbia) ripren-
              dessero appena possibile l’iniziativa, garantendo un maggiore coordinamento
              delle proprie offensive e perseguendo, al contempo, l’obiettivo secondario di lo-
              gorare la capacità operativa austro-tedesca «con una vigorosa azione, da esercitarsi
              principalmente da parte delle Potenze che ancora possiedono riserve di potenziale
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              umano (Gran Bretagna, Italia e Russia)». Tuttavia, nonostante il favore espresso
              dall’Italia alla proposta francese e l’avvio, nelle settimane successive, dei prepara-
              tivi per la quinta battaglia dell’Isonzo (9-15 marzo 1916), le critiche non sarebbero
              mancate. In particolare, proprio il nuovo comandante del Corpo di spedizione
              britannico, Sir Douglas Haig, subentrato a Sir John French il 10 dicembre sugli
              strascichi del fallimento dell’offensiva di Loos, avrebbe mosso pesanti riserve
              sulle decisioni prese a Chantilly e sulla qualità dei partecipanti alla conferenza,
              sottolineando la riluttanza italiana a prendere iniziative reali sul fonte isontino. 14


              12  Nello specifico, i partecipanti alla conferenza sono, oltre a Joffre, il maresciallo Sir John
                 French, comandante del Corpo di spedizione britannico, il generale Sir Archibald Murray,
                 Capo dello Stato Maggiore imperiale britannico, il generale Gilinsky, capo della missione mi-
                 litare russa presso il Grand quartier général francese, il generale Porro, Sottocapo di Stato
                 Maggiore italiano, il generale Wielmans, Capo dello Stato Maggiore generale belga, e il co-
                 lonnello Stefanović, attaché militare serbo presso il Comando di Joffre.
              13  Plan of  Action proposed by France to the Coalition. Memorandum laid before the Second Allied Military
                 Conference at Chantilly, 6th December 1915 (Translation), in Military Operations. France and Belgium,
                 1916. Sir Douglas Haig’s Command to the 1st July: Battle of  the Somme, Appendices. Macmillan, Lon-
                 don 1932, p. 1-5 (5).
              14  Per un’analisi della conferenza di Chantilly e una sintesi dei giudizi «al vetriolo» di Haig cfr.
                 COCHET, F., 6-8 décembre 1915, Chantilly: la Grande Guerre change de rythme, in «Revue Historique
                 des Armées», n. 242, 2006, p. 16-25 (21). D’altra parte, nelle sue memorie, nemmeno Cadorna
                 nasconde le riserve verso le decisioni di Chantilly e le tempistiche in cui esse si esprimono.
                 Per esempio, lo scarno resoconto della quinta battaglia dell’Isonzo è inquadrato da un’altret-
                 tanto scarna esposizione dei suoi obiettivi strategici, secondo cui «[sul finire della prima decade
                 di marzo [1916], intensificandosi l’attacco tedesco contro Verdun, il Comando supremo ita-
                 liano, essendo stato richiesto dall’alleato della sua cooperazione, dispose perchè [sic] si eser-
                 citasse una pressione offensiva nel nostro teatro di operazioni, allo scopo di impedire,
                 possibilmente, al nemico eventuali spostamenti di forze, soprattutto di artiglierie, contro la
                 fronte francese». D’altro canto, pur sottolineando i limitati successi conseguiti a livello locale,
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