Page 257 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  255




                 Nel corso della guerra, il rapporto fra Roma e Londra si sarebbe, infatti, pro-
              gressivamente deteriorato, nonostante gli sforzi fatti dalle autorità italiane per
              promuovere la causa nazionale sia presso l’opinione pubblica, sia presso le élite
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              d’oltremanica. La stessa cooperazione di guerra si sarebbe dimostrata poco age-
              vole e avrebbe portato a una crescente estraniazione delle parti. Sul piano eco-
              nomico e commerciale, così come su quello dei trasporti marittimi, lo squilibrio
              fra le parti era evidente e – ancora una volta – giocava a sfavore dell’Italia, che
              dipendeva da Londra e dal suo Impero sia per i crediti, sia per l’acquisizione e il
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              trasporto di una lunga lista di beni necessari allo sforzo bellico. Dal canto loro,
              i vertici militari britannici avrebbero sempre ritenuto il fronte italiano come so-
              stanzialmente secondario, un atteggiamento che non sarebbe cambiato nemmeno
              dopo l’arrivo a Downing Street di David Lloyd George, convinto sostenitore di
              una “strategia periferica” che ridimensionava l’enfasi posta dall’Alto Comando
              sul fronte centrale e che, almeno a livello teorico, rilanciava il ruolo degli attori
              “marginali” come la Romania, la Grecia e – appunto – l’Italia. Da parte italiana,
              la preponderanza del confronto con l’Austria-Ungheria (la dichiarazione di guerra
              alla Germania sarebbe stata presentata dal governo Boselli solo nell’agosto 1916,
              in parte sull’onda emotiva della conquista di Gorizia durante la sesta battaglia
              dell’Isonzo, in parte a causa delle pressioni alleate) avrebbe dato credibilità alle
              critiche mosse a Roma da Londra e Parigi di condurre, al di là degli impegni as-
              sunti nel 1915, una guerra separata, tesa anzitutto al conseguimento dei propri
              interessi nazionali.
                 Anche sul piano operativo i problemi non sarebbero mancati. La necessità di
              una maggiore integrazione degli sforzi alleati emerge in modo evidente già du-
              rante il 1915 davanti alla capacità dimostrata dagli Imperi centrali di sostenere lo
              sforzo bellico trasferendo le proprie forze fra i diversi teatri operativi in funzione
              della necessità. È partendo da questa premessa (che sta alla base anche della pre-



              10  Cfr. DE SANCTIS, V., “Italy our Ally”. La propaganda culturale italiana in Gran Bretagna durante
                 la Prima Guerra Mondiale (1915-1918). Nuova Cultura, Roma 2019; in una prospettiva più ampia
                 cfr. TOSI, L., La propaganda italiana all’estero nella prima guerra mondiale. Rivendicazioni territoriali
                 e politica delle nazionalità. Del Bianco, Udine 1977; più recentemente cfr. GARZIA, I., TOSI,
                 L., Divergenze pericolose: propaganda e politica estera in Italia durante la Grande Guerra, in «Storia &
                 Diplomazia», vol. 4 (2016), n. 2, p. 13-40.
              11  Una sintesi delle relazioni economiche e finanziarie italo-britanniche durante il conflitto è,
                 fra gli altri, in DEGLI ESPOSTI, F., War Finance (Italy), in DANIEL, U. et al. (a cura di), 1914-
                 1918-online. International Encyclopedia of  the First World War. Freie Universität Berlin, Berlin
                 7.9.2015, DOI: 10.15463/ie1418.10722.
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