Page 255 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 255

IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  253




              namento fra Londra e Parigi non aveva messo in discussione il peso della Gran
              Bretagna nella pianificazione politica italiana. D’altro canto, ciò non significa che
              la scelta che avrebbe portato Roma a schierarsi dal lato della Triplice Intesa fosse
              scontata. Anche se il rapporto presentava nodi irrisolti (il maggiore dei quali legato
              dell’articolo VII del trattato della Triplice Alleanza, che prevedeva compensi ter-
              ritoriali per l’Italia in caso di mutamento dello status quo balcanico a favore di
              Vienna), negli anni precedenti lo scoppio della Prima guerra mondiale si era infatti
              rafforzata la collaborazione italo-austriaca nei Balcani, collaborazione che aveva
              consentito, fra l’altro, la costituzione del principato di Albania (trattato di Londra,
              30 maggio 1913) sotto la tutela congiunta di Vienna e di Roma.


              I problemi della collaborazione bellica
                 L’importanza del rapporto con Londra e la centralità della Gran Bretagna nello
              scacchiere mediterraneo svolgono un ruolo importante anche nello spingere
              Roma verso le potenze dell’Intesa dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale; 6
              una scelta rispetto alla quale l’ambasciatore italiano Imperiali mantiene comunque
              un costante riserbo, nonostante le richieste più o meno pressanti dei suoi inter-
                                                                7
              locutori sin dai primi giorni della proclamata neutralità. La dipendenza dell’Italia
              dalle importazioni dall’estero e la vulnerabilità delle sue coste alla minaccia con-
              giunta delle Royal Navy e della flotta francese del Mediterraneo (anche se per certi
              aspetti sopravvalutata, a causa del già ricordato concentramento degli assetti navali
              britannici più pregiati nelle acque “di casa”) rendevano l’opzione neutralista vir-
              tualmente insostenibile sul lungo periodo e quella triplicista estremamente ri-
              schiosa. Anche l’opinione pubblica britannica, in qualche modo, si attendeva una
              “discesa in campo” di Roma contro gli Imperi centrali, sia per ragioni “ideali”
              (nelle parole degli interlocutori britannici sono frequenti tanto il riferimento al



              6  Su questi aspetti cfr., ad es., MONZALI, L., Una difficile scelta. Il patto di Londra e la politica estera
                 italiana 1914-1915, in «Acta Histriae», vol. 25 (2017), n. 4, p. 919-938; sulla genesi del Patto di
                 Londra, il riferimento obbligato è TOSCANO, M., Il patto di Londra. Storia diplomatica dell’in-
                 tervento italiano (1914-1915). Zanichelli, Bologna 1934.
              7  Cfr., ad es., Imperiali a di San Giuliano, 6.8.1914, in Documenti Diplomatici Italiani [DDI]. Quinta
                 serie, 1914-1918, vol. I, 2 agosto-16 ottobre 1914. Istituto Poligrafico dello Stato - Libreria
                 dello Stato, Roma 1965, p. 48-49; idem, 7.8.1914, ivi, p. 63; idem, 9.8.1914, ivi, p. 80-81. Senti-
                 menti di mutua amicizia sono espressi, fra gli altri, dal presidente del Consiglio italiano, An-
                 tonio Salandra (cfr., ad es., Salandra a Imperiali, 8.8.1914, ivi, p. 72-73) e dal segretario agli
                 Esteri britannico, Edward Grey (cfr. ad es., Imperiali a di San Giuliano, 9.8.1914, ivi, p. 81-82).
   250   251   252   253   254   255   256   257   258   259   260