Page 265 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  263




              Londra e la transizione postbellica

                 Sullo sfondo rimangono le difficoltà della Gran Bretagna a ridefinire il proprio
              ruolo internazionale. Dopo la Prima guerra mondiale, l’Impero (comprensivo dei
              diversi mandati attribuiti a Londra) raggiunge la sua massima estensione: un over-
              tstretch che impone al Paese la necessità di elaborare nuovi strumenti di policing
              per rispondere alla proliferazione delle “sfide periferiche” che il suo ruolo gli
              pone. Già nel 1919, la terza guerra afgana e il successivo trattato di Rawalpindi
              (8 agosto) pongono fine a un assetto che dal 1879 (trattato di Gandamak, 26
              maggio) subordinava la politica estera di Kabul alle scelte (e agli interessi strate-
              gici) britannici. Dal 1920, inoltre, le crisi in Iraq (con la rivolta scoppiata in maggio
              e faticosamente soppressa solo sei mesi dopo), in Somalia (con l’ultima fase della
              campagna contro il “Mad Mullah” Mohammed Abdullah Hassan) e Palestina
              (con gli incidenti di Nebi Musa, che aprono la serie di violenze interconfessionali
              destinata a culminare nella “grande rivolta araba” del 1936-39) avrebbero posto
              i vertici dell’Impero di fronte alla necessità di definire nuove forme di egemonia
              “a basso costo”. È anche per questo motivo che, in questo stesso periodo, l’Arma
              aerea, nel quadro della lotta sotterranea condotta con gli altri servizi per tutelare
              la propria autonomia operativa, si impegna massicciamente in un’attività di air po-
              licing che avrà, negli anni successivi, importanti ricadute. 27
                 Anche il rapporto con i dominion attraversa, in questi anni, una fase di transi-
              zione. Da anni, Australia, Canada, Terranova, Nuova Zelanda e Sudafrica condi-
              videvano  un  ambiguo  rapporto  costituzionale  con  la  Gran  Bretagna.  Essi
              potevano attuare politiche proprie in materia di Difesa ma le risorse limitate e la
              dipendenza dalla protezione britannica (per prima dalla sicurezza fornita dalla



                 Il Patto di Londra firmato dall’Italia il 30 novembre 1915. Col resoconto ufficiale e completo delle sedute
                 della Camera dei deputati (1, 2, 3, 4 dicembre) e del Senato (16 e 17 dicembre 1915). Treves, Milano
                 1916, p. 6-11 (11).
              27  Fra la ricca letteratura dedicata al tema dell’air policing svolto dalla RAF fra le due guerre mon-
                 diali cfr., per tutti, OMISSI, D. E., Air Power and Colonial Control: The Royal Air Force, 1919-
                 1939. Manchester University Press, Manchester 1990; cfr. anche KILLINGRAY, D., “A Swift
                 Agent of  Government”: Air Power in British Colonial Africa, 1916-1939, in «Journal of African His-
                 tory», vol. 25 (1984), n. 4, p. 429-444, e PARIS, M., Air Power and Imperial Defence 1880-1919,
                 in «Journal of Contemporary History», vol. 24 (1989), n. 2, p. 209-225; per una storia più det-
                 tagliata degli impieghi della RAF in questo periodo cfr. RITCHIE, S., The RAF, Small Wars
                 and Insurgencies in the Middle East, 1919-39. Royal Air Force, Air Historical Branch, Shrivenham
                 2011.
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