Page 266 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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264 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Royal Navy) rendevano necessario un certo grado di cooperazione. Il sentimento
popolare e le minacce esterne incoraggiavano, inoltre, la loro integrazione nel
quadro di sicurezza imperiale, ma tale integrazione si scontrava con le diverse
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priorità di ciascun dominion. Su questo sfondo, la crisi di Chanak (settembre-ot-
tobre 1922) e il rischio concreto che essa comporta di una ripresa delle ostilità
fra Gran Bretagna e Turchia, di fronte al quale solo Nuova Zelanda e Terranova
scelgono di schierarsi (non senza incertezze) dalla parte di Londra, oltre ad avere
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gravi ricadute sul Gabinetto e sulla vita politica britannica, mostra in modo
chiaro la profondità dei contrasti esistenti fra i dominion (o, almeno, parte di questi)
e la madrepatria e spiana la via al processo destinato a portare, nel 1931, all’ado-
zione dello statuto di Westminster.
Anche queste ragioni spiegano i (parziali) tentativi fatti per “recuperare” la
collaborazione italiana. Già alla Conferenza di pace, Londra e Parigi avevano cer-
cato (senza successo) di orientare gli interessi di Roma sull’Asia Minore, nel ten-
tativo di trovare una via d’uscita dall’intricata questione adriatica e mantenere
l’Italia nel campo delle potenze soddisfatte. In seguito, in vari ambiti si assiste al-
l’emergere, fra Londra e Roma, di forme limitate di collaborazione, ad esempio
28 Sul contributo dei dominion allo sforzo bellico britannico cfr., in sintesi, MARTI, S., Dominions’
Military Relationship to Great Britain 1902-1914 (British Dominions), in DANIEL, U. et al. (a cura
di), 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War. Freie Universität Berlin,
Berlin 30.4.2015, DOI: 10.15463/ie1418.10635; più diffusamente cfr. FARRELL, B., Coalition
of the usually willing. The dominions and imperial defence, 1856-1919, in KENNEDY, G. (a cura di),
Imperial Defence. The Old World Order, 1856-1956. Routledge, London-New York 2008, p. 251-
302.
29 Sulla crisi di Chanak cfr. MACFIE, A. L., The Chanak Affair (September-October 1922), in «Balkan
Studies», vol. 20 (1979), n. 2, p. 309-341; più diffusamente cfr. WALDER, D., The Chanak Af-
fair. Hutchinson, London 1969. Sulle ricadute della crisi sul gabinetto Lloyd George cfr. DAR-
WIN, J. G., The Chanak Crisis and the British Cabinet, in «History», vol. 65 (1980), n. 213, p.
32-48. Per l’impatto della crisi sul sistema delle relazioni imperiali e sulle trasformazioni che
questo sperimenta negli anni successivi cfr. ZIMMERN, A., The Third British Empire.
Humphrey Milford, London 1927; DAWSON, R. M. (a cura di), Development of Dominion Status
1900-1936. Cass, London 1937; MANSERGH, N., The Commonwealth Experience. Vol. II: From
British to Multi-Racial Commonwealth. Macmillan, London-Basingstoke 1982, p. 9-13; CLAY-
TON, A., “Deceptive Might”: Imperial Defence and Security, 1900-1968, in BROWN, J., ROGER
LOUIS,W. M. (a cura di), The Oxford History of the British Empire. Vol. IV: The Twentieth Century.
Oxford University Press, Oxford et al. 1999, p. 280-305; TAYLOR, A. J. P., Storia dell’Inghilterra
contemporanea. Vol. I, trad. it.. Laterza, Roma-Bari 1977, p. 188 e sg.

