Page 395 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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e non superò i 70.000 uomini. L'Afrika Korps era però altamente mecca-
nizzato, attrezzato con armi moderne e, anche galvanizzato dal suo coman-
dante carismatico, aveva sviluppato ben presto un forte spirito di corpo.
La guerra nel deserto, con i suoi scenari romantici, con i suoi rapidi spo-
stamenti, le sue sorprese tattiche e strategiche e la sua imprevedibilità, at-
tirò il grande interesse dell'opinione pubblica tedesca, eccitato anche da
una sapiente regia goebbelsiana, che orchestrò un grande battage propa-
gandistico intorno a questa guerra inconsueta e in parte folcloristica. Tut-
te le nostalgie coloniali ancora presenti nella società tedesca rivivificarono
in questa esperienza. Rommel sembrò un nuovo Lettow-Vorbeck, genera-
le tedesco della prima guerra mondiale, che come comandante militare
della colonia tedesca "Africa Orientale" con una tattica di rapidi sposta-
menti, di improvvisazioni e di sorprese, aveva sfidato per cinque lunghis-
simi anni gli inglesi, che lo avevano attaccato con una schiacciante
superiorità, senza mai capitolare.
Nella letteratura si trova spesso il parere che l'Afrika Korps sia stato
un insieme di reparti particolarmente scelti ed addestrati per una guerra
nel deserto. In verità questa è una leggenda infondata.
Dopo il 1919 non esistevano più colonie tedesche. Perciò vennero
a mancare anche le esperienze pratiche della vita coloniale. Restava tutta
una corrente di filocolonialismo, di speranze di poter ricostituire, dopo
una nuova guerra vittoriosa, un impero coloniale nell'Africa centrale. Ma
per gli scopi pratici della costituzione dell' Afrika Korps questa tradizione
serviva poco. Di fatto, quando nell'estate del 1940 apparve per la prima
volta il progetto di un impegno tedesco nel deserto, l'OKW costituì un
gruppo di ricerca sotto la direzione del maggiore generale Kirchheim, che
doveva studiare i problemi pratici in loco. Questo tentativo fallì, perché
il Comando Supremo Italiano gli rifiutò il permesso d'entrata.
Più tardi le missioni del generale Thomas nell'ottobre del1940 e del
generale von Funck nel gennaio del 1941 dettero indicazioni preziose. Anche
l'addetto militare tedesco a Roma, il generale von Rintelen, che aveva visi-
tato la Libia già nel1938, cercò di informarsi autonomamente sul caratte-
re particolare della guerra nel deserto.
Ma all'atto pratico i difetti della preparazione erano numerosi e ri-
guardavano tutto il funzio~amento del corpo di spedizione, dal trasporto
fino al funzionamento dei motori, al vitto, al vestiario, alla salute al siste-
ma sanitario ecc.. Per dare qualche esempio: i responsabili avevano avuto
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