Page 393 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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porto fiduciario con Hitler. Questa fu anche la ragione per cui tutti i ten-
tativi di silurarlo fallirono. Il tentativo del comando supremo dell'Esercito
di intrappolare Rommel tramite l'istituzione di un comando di collega-
mento (invio del generale Gause nell'estate del 1941), comportò una pie-
na vittoria di Rommel ed il passaggio del teatro della guerra nordafricana
sotto la responsabilità diretta dell'OKW, cioè direttamente dipendente da
Hitler.
Un'altra ragione, per cui Rommel era inviso all'establishment milita-.
re, era il suo rapporto diretto ed intenso con l'apparato di propaganda
del regime. Il mito di Rommel si basava in parte su una sapiente strategia
del personaggio stesso. Rommel intrattenne ottimi rapporti con il mini-
stero della propaganda e con Goebbels stesso. Si circondò di uno stuolo
di giornalisti, fotografi ed altri rappresentanti dei mass-media. Collaborò
volentieri a ricostruire l'immagine delle sue imprese. Il film "Campagna
in Occidente", sulla guerra in Francia, nacque con la sua collaborazione.
Con la spedizione dell' Afrika Korps per i due alleati si pose, per la
prima volta, il problema di una guerra di coalizione, impresa mai facile
perfino tra alleati abbastanza affini (come dimostrano gli esempi di Francia-
Inghilterra 1939-40 o Inghilterra-Stati Uniti 1940-45). Tra due alleati co-
me Roma e Berlino, diversissimi per peso politico e militare, cultura di
governo, atteggiamenti mentali, aspettative dell'opinione pubblica, ecc. i
problemi dovevano essere tremendi. La situazione divenne ancora più com-
plessa a causa del fatto che, ufficialmente, le due potenze si trovarono inu-
na perpetua luna di miele: in ogni occasione possibile veniva riconfermata
ufficialmente la comunanza ideologica, la "completa solidarietà" degli inte-
ressi, la profonda amicizia nel senso di una armonia prestabilita. Né nel
campo politico, né in quello militare esistevano meccanismi istituzionaliz-
zati per palesare, discutere e risolvere intenzioni ed interessi divergenti
e contrasti aperti. In ultima istanza la conflittualità nascosta ed aperta do-
veva comporsi nel rapporto fiduciario tra i due dittatori.
In questo senso Hitler scrisse il 5 aprile 1941 a Mussolini, alla vigilia
dell'invasione della Grecia, che era necessario "arrivare ad un impiego delle
nostre forze, che deve essere chiaro, ben ponderato ed accordato". Come modus pro-
cedendi Hitler propose che lui mandasse le sue Weisungen (gli ordini) in
veste di raccomandazioni e consigli direttamente a Mussolini, che poi doveva
trasformarli in ordini per le Forze Ar111ate italiane < 2 4>.
(24) ADAP, cit., vol. XII, l, n. 281, 5 aprile 1941, Hitler a Mussolini.
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