Page 389 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il problema della Libia fu discusso nell'incontro tra Hider e Mussoli-
ni il4 ottobre 1940 al Brennero. Hitler offrì, ma in modo generico, forze
corazzate e bombardieri di picchiata per la guerra in Libia. Ma Mussolini
dichiarò che per la seconda fase dell'offensiva che doveva portare il fronte
fino a Marsa Matruh, bastavano le forze italiane. Soltanto per la terza fa-
se, l'attacco a metà novembre contro Alessandria, richiedeva un centinaio
di carri armati tedeschi (l3>.
Di fatto Mussolini stesso e i suoi generali sperando "in una Italia che
farà da sé", scoraggiarono fino alla fine dell'autunno 1940 ogni impegno
militare tedesco nel Mediterraneo.
114 novembre Hitler, dopo aver sentito i risultati della missione von
Thoma in Libia, decise di sospendere completamente i preparativi per il
trasferimento di forze armate nell'Africa del Nord. Von Thoma aveva de-
lineato un quadro abbastanza deludente dell'efficienza, dello spirito com-
battivo e dei preparativi logistici della decima armata italiana in Libia.
Questa situazione di stallo cambiò nell'arco di poche settimane a causa
del tentato e poi fallito attacco italiano alla Grecia, del Pearl Harbor ita-
liano a Taranto, e dell'inizio della offensiva britannica contro le armate
di Graziani in Cirenaica, che condusse nell'arco di due mesi alla perdita
di tutta la Cirenaica, alla capitolazione di Tobruk e alla distruzione di più
di dieci divisioni italiane. Si palesò in tutta la sua pericolosità l'inaspetta-
ta debolezza militare dell'Italia fascista. Si trattò di un "avvenimento-chiave"
della politica italiana nella seconda guerra mondiale. In queste settimane
a cavallo tra il 1940 e il 1941 finì praticamente il disegno e il sogno di
una potenza italiana grande ed egemonica, padrona del Mediterraneo. Fi-
nì anche la concezione di una "guerra parallela" indipendente dal più po-
tente alleato tedesco.
Questo shock militare e morale portò alla prima profonda crisi del-
l'alleanza dell'Asse. I dirigenti militari e politici tedeschi vedevano il falli-
mento degli italiani con un misto di sbigottimento, rabbia, disprezzo, paura
e segreta soddisfazione. La debolezza dell'alleato minacciò anche le posi-
zioni vittoriose della Germania hitleriana e dava nuove speranze al nemi-
co inglese. Ribbentrop parlò di un grave incrinamento del prestigio italiano
e di ripercussioni incalcolabili sulle posizioni delle potenze dell'Asse in
Europa. Lo sviluppo catastrofico delle operazioni militari italiane destò
(13) Akten zur deutschen auswartigen Politik 1918-1945, serie D: vol. Xl, l, Bonn, 1964,
protocollo del colloquio tra Hitler e Mussolini 4 ottobre 1940, p. 219 (da ora in
poi: ADAP).
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