Page 390 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 390
in Raeder gravi apprensioni. La cacciata della flotta inglese dal Mediterra-
neo non sarebbe stata più realizzabile. Nei gruppi dirigenti a Berlino nes-
suno, neanche i pessimisti più neri, si erano aspettati una tale debolezza
militare dell'alleato < 14>. L' immagine dell'Italia fascista nell'opinione pub-
blica tedesca era molto variegata. Esisteva molto scetticismo all'interno dei
ceti dirigenti tradizionali, burocrazia, economia, esercito, al contrario sti-
ma e apprezzamento della nuova Italia dinamica, potente, fascista, nella
Marina, nell'Aeronautica, in una parte della NSDAP, e nella gioventù. Hi-
tler stesso si era fatto garante della nuova Italia fascista ed imperialista,
futura dominatrice del Mediterraneo. Perciò il cedimento di questa Italia
fu per Hitler una cocente sconfitta interna, di cui troviamo qualche rifles-
so indiretto nel dibattito interno alla classe dirigente nazionalsocialista.
D'altro canto le catastrofi ridimensionavano le aspirazioni territoriali ed
egemoniche dell'alleato. Si poteva sperare che queste dure lezioni della storia
potessero· dare uno shock salutare a tutta la compagine politica, militare
e psicologica dell'Italia fascista.
Nel gruppo dirigente militare tedesco si fece strada l'idea che tutta
la direzione della guerra nel Mediterraneo, per salvare il salvabile, doves-
se passare in mani tedesche: comando supremo unificato itala-tedesco, di-
retto da un maresciallo tedesco, la flotta italiana sotto comando di Berlino.
L'ammiraglio Weichold, l'ufficiale di collegamento della Marina a Roma,
bombardava i suoi superiori con rapporti pessimistici sullo spirito di inat-
tività, di disorganizzazione e di fatalismo della Marina italiana 0 5>.
Hitler stesso giudicò l'aggressione della Grecia un gravissimo errore
che avrebbe capovolto tutta la situazione strategica nel Mediterraneo orien-
tale. Gli inglesi a Creta rappresentavano una diretta minaccia aerea con-
tro gli impianti petroliferi in Romania. Nella rabbia del primo momento
Hitler disse che gli italiani adesso dovevano sopportare da soli le conse-
guenze della loro incredibile leggerezza. Nella "Weisung" n. 18 del 12
novembre, Hitler ordinò che tutti i preparativi pratici per l'impresa nord-
africana dovessero essere sospesi 0 6>.
(14) Das Deutsche Reich und der Zweite Weltkrieg, cit., p. 217.
(15) W alter Baum, Eberhard Weichold, Der Krieg der 'Achsenmachte' im Mittelmeer-Raum.
Die Strategie der Diktatoren, Gottingen, Musterschmidt, 1973, passim.
(16) Walther Hubatsch (a cura di), Hitlers Weisungen fiir die Kriegfiihrung 1939-194 5, Ko·
blenz, Bernard & Graefe, 1983, p. 70.
388

