Page 394 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Da un tale rapporto di sottomissione non poteva nascere una rela-
zione di stretta collaborazione basata sulla fiducia. Non nacquero mai or-
gani esecutivi di conduzione bellica integrata, come per esempio il]oint
' Chiefs of Staff da parte inglese ed americana. Il primo comitato integrato
italo-tedesco fu quello che doveva progettare la presa di Malta. E siamo
già alla primavera del 1942. D'altro canto Mussolini non era il semplice
Gauleiter di Hitler in Italia. Hitler osservò scrupolosamente tutti gli aspet-
ti esterni della sovranità italiana. Si oppose a lungo a tutte le richieste dei
suoi militari di ingerenza diretta e di guida della guerra nel Mediterraneo.
Se perciò la cooperazione politico-militare ai più alti livelli di comando
funzionò male o non esistette affatto, a livello più basso fu speso da tutte
e due le parti un gran capitale in buona volontà, sacrificio, collaborazione
e spirito di abnegazione.
A Berlino i responsabili si erano resi conto che con la spedizione del-
l'Afrika Korps si apriva la vera e propria fase di guerra di coalizione. Con
ciò dovevano nascere per forza nella realtà di ogni giorno una miriade
di problemi pratici, psicologici, comportamentali ecc.. Nel febbraio del
1941 Hitler diresse un appello a tutte le forze tedesche destinate a teatri
di guerra italiani che è di grande interesse, e merita una citazione più am-
pia. Hitler ammonì: "Le truppe tedesche che combattono nel Mediterraneo fianco
a fianco con i nostri alleati debbono essere consapevoli dell'alto compito militare e
politico assegnato loro. Sono destinate a dare un aiuto psicologicamente e militarmen-
te considerevole ai nostri alleati che combattono su tutti i teatri di guerra contro una
forte superiorità nemica e che non dispongono di armi moderne in modo sufficiente
a causa del limitato potenziale industriale dell'Italia. Possono essere giustamente fie-
ri del loro valore e dei risultati raggiunti ma debbono evitare qualsiasi atteggiamen-
to di alterigia che potrebbe offendere. Debbono guadagnarsi la stima e l'approvazione
degli alleati solamente attraverso il loro operato, la loro disciplina, l'audacia esem-
plare e la loro professionalità militare" < 25>. .
Rommel aveva a disposizione due divisioni tedesche, la quinta divi-
sione leggera con un certo apporto di carri armati e la quindicesima divi-
sione corazzata. Gli ultimi reparti di questa unità arrivarono a Tripoli
soltanto nel maggio del 1941. Le due unità con altre formazioni ausiliarie,
formarono insieme l'Afrika Korps, un corpo di spedizione che numerica-
mente rimase per tutto il periodo della sua attività di dimensioni modeste
(25) Hubatsch, Hitlers Weisungen, cit., p. 99.
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