Page 397 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Utilizzando lo slancio della sua avanzata, Rommel cercò di conqui-
stare anche la fortezza di Tobruk. Ma questi tentativi costosissimi in uo-
mini e mezzi, che durarono fino ai primi giorni di maggio, rimasero senza
risultati. Forze leggere occuparono nel frattempo Bardia, Sollum e il pas-
so di Halfaya.
I due tentativi del comandante inglese Wawell di sfondare il fronte
a Sollum e di togliere l'assedio di Tobruk - le imprese di "Brevity" e
di "Battleaxe" - fallirono con perdite notevoli di aerei e di carri armati.
Il teatro di guerra nordafricano, nell'estate 1941, si trovava del tutto
·sotto l'impatto dell'invasione dell'Unione Sovietica, incominciata il21 giu-
gno. In tutti i piani strategici del comando supremo tedesco la conquista
della Russia si sarebbe dovuta concludere dopo quattro mesi, al più tardi
nell'autunno del1941. Questa guerra assorbì tutte le forze e le risorse di-
sponibili. Soltanto la vittoria all'Est avrebbe liberato mezzi e energie per
la guerra nel Mediterraneo. La grande svolta di Mosca nell'inverno 1941142
impedì una tale prospettiva.
La nuova offensiva inglese contro il fronte di Sollum, iniziata da Au-
chinleck il 18 novembre 1941, colse gli italiani e Rommel di sorpresa.
Nonostante diversi successi difensivi, alla lunga la pressione offensiva de-
gli inglesi risultò troppo forte per essere contenuta. L'otto dicembre Rom-
mel si vide costretto a togliere l'assedo di Tobruk. Poco più tardi egli si
decise a sgomberare tutta la Cirenaica. Questa decisione unilaterale presa
senza consultare l'alto comando italiano, condusse ad una grave crisi nel
rapporto tra gli alleati. Bengasi fu sgomberata il 25 dicembre, El Agheila
il 3 gennaio 1942. Un giorno prima aveva capitolato la guarnigione di
Bardia. Sembrava quasi un déjà vu degli avvenimenti del dicembre 1940.
A metà gennaio del 1942 le forze italiane e tedesche erano ritornate
quasi nello stesso punto dal quale erano partite nel marzo del 1941.
Ma allo stesso tempo molti fattori esterni stavano cambiando. L'at-
tacco giapponese contro Pearl Harbor e l'inizio della guerra nel Pacifico
ebbero forti ripercussioni sul teatro di guerra mediterraneo. Per ordine
di Hitler la presenza di sottomarini tedeschi nel Mediterraneo venne tal-
mente intensificata che nel dicembre del1941 il loto numero superò quel-
lo dei sottomarini operanti nell'Atlantico. Da quando, nel novembre, era
svanito la speranza di poter concludere la guerra contro l'Unione Sovieti-
ca entro l'anno, anche la stabilizzazione della situazione mediterranea
richiese nuova attenzione. Di nuovo, come già un anno prima, Hitler
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