Page 402 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Regia Marina, e si era intanto giunti alla fine del  1938, dovette affronta-
             re, sempre in sede di pianificazione, l'esigenza dell'Esercito di trasportare
             un corpo di spedizione in Africa settentrionale e quindi rifornirlo di mez-
             zi,  rifornimenti e uomini. Cominciò $Olo  allora a farsi  chiara l'idea, anzi
             la coscienza, che tutta la lunga preparazione degli anni precedenti non tro-
             vava rispondenza con la realtà dell'immediato domani. Navi, mezzi, pia-
             ni,  addestramento, tattiche predisposti in anni di impegnativo lavoro si
             trovarono allora a doversi adeguare ad una scontata situazione bellica di-
             versa da quella per cui erano stati preparati. Non più quindi l'eventualità
             o la  ricerca di scontri tra i grossi navali o di grandi battaglie, bensì uno
             stillicidio di azioni difensive per proteggere navi mercantili cariche di ri-
             fornimenti per l'armata operante oltremare. Inoltre, tutto concentrato in
             un piccolo  spazio  di  mare compreso  tra la  Sicilia  e le  coste libiche.
                  Questa realtà intravista da pochi e non certo dal vertice, non influì
             comunque tanto da far  recedere da sceite e decisioni prese a suo tempo.
             Provocò solo la decisione, del novembre 1938, di studiare il problema dei
             rifornimenti all'Africa settentrionale. Lo studio del novembre 1938, noto
             come D.G.  10/A2,  fu  preparato  dall'Ufficio  Piani dello  Stato  Maggiore
             della Marina tenendo contro delle esigenze dichiarate dell'Esercito e del-
             l' Aeronautica che in caso di guerra avrebbero richiesto il trasporto in Africa
             settentrionale  di  uomini  e materiali  in questa  misura:
             a)  per completare le Grandi Unità già dislocate in Libia: 42.000 uomini,
                 5.600 automezzi,  12.000 tonnellate  di  materiali;
             b)  ·corpo di spedizione da trasportare in Libia a guerra dichiarata: 136.000
                 uomini, 13.000 automezzi e veicoli da combattimento, 5.000 quadru-
                 pedi,  63  aerei  da  caccia  smontati,  50.000 tonnellate  di  materiali;
             c)  per rifornire mensilmente il corpo di spedizione e la popolazione: 6.500
                 uomini, 220 automezzi,  75  quadrupedi,  113.000 tonnellate di mate-
                 riali,  40 aerei  da  caccia  smontati.
                  Lo  studio determinava che per il trasporto dei soli complementi sa-
             rebbero stati  necessari  quindici giorni in periodo di  pace o nel  periodo
             immediatamente prebellico; per quello del corpo di spedizione sarebbero
             occorsi teoricamente sessantacinque giorni da prolungarsi in pratica al dop-
             pio in considerazione dello scontato contrasto aeronavale avversario. Ogni
              convoglio avrebbe dovuto fruire della scorta diretta e indiretta di tutte le
             forze navali ed aeree disponibili. Quest'ultima condizione già rivelava quan-
             to  rischiosa  e  complessa  si  presentasse la  protezione e la  continuità del
             traffico  tra l'Italia e l'Africa settentrionale.


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