Page 404 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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D'altra parte, stando agli annessi di pianificazione della D.G. 10/A2,
               occorre precisare cosa  si  intendesse per grosso  convoglio:  lo  era uno  di
               20 navi, ma lo era anche uno di  5 o 10 e comunque sempre degno della
               scorta del grosso aeronavale. Il fatto è che la realtà della guerra modificò
               tutto anche se, va riconosciuto, dal punto di vista della condotta del con-
               vogliamento vi furono periodi, anche lunghi, in cui sarebbe stato possibi-
               le  seguire la  direttiva  della  D.G.10 A/2.  Che  poi ciò  fosse  impedito  da
               altri motivi quali la deficienza di rifornimenti o la difficoltà di raccoglierli
               in contemporanea nei punti d'imbarco o che i porti di destinazione fosse-
               ro ingombri o  che  l'insieme  di  tutta la  logistica lasciasse a  desiderare o
               che mancasse una lucida visione d'insieme nella direzione dei rifornimen-
               ti  e del traffico, sono tutti punti, tra molti altri,  di discussione ma dalle
               conclusioni  pressochè impossibili  salvo  che  non si  riportino sul terreno
               ·più ampio della preparazione materiale e psicologica dell'Italia alla guerra.
                    Nella  stessa  sede di  pianificazione veniva  rivelato  che  se  il nemico
               avesse attaccato le comunicazioni tra l'Italia e la Libia soltanto dalle basi
               di Gibilterra e di Alessandria d'Egitto, il problema dei traffici coll'Africa
               settentrionale sarebbe stato di abbastanza facile  soluzione. Affermazione
               che ai fatti risulterà drammaticamente errata considerato l'elevato contri-
               buto di perdite che dovemmo pagare proprio per attacchi di unità prove-
               nienti in buona parte da unità ed aerei provenienti dall'area di Alessandria
               e dalle basi britanniche in Palestina. Tuttavia il fatto più importante mes-
               so in evidenza dalla D.G. lO A/2 fu la questioQe di Malta per cui il docu-
               mento  dello  Stato  Maggiore  della  Marina  esprimeva  il giudizio  che  un
               aumento delle forze a Malta avrebbe potuto rendere "inattuabile la nostra
               operazione  di  trasporto  in  Africa settentrionale''.  Da  ciò  conseguiva la  racco-
               mandazione dell'occupazione di Malta per rendere più sicure le nostre li-
               nee di comunicazione con la Libia anche se nella realtà, come si accennerà
               poco più avanti,  il peso concreto  dell'isola assumerà valori diversi  nelle
               due fasi  della guerra mediterranea, la prima dal giugno  1940 all'ottobre
               1942, la  seconda  dal novembre  1942  al  settembre  1943.
                    A onor del vero va detto che il documento del1938, al di là di tutte
               le predisposizioni operative, riconosceva che nel caso ipotizzato di un con-
               flitto tra l'Italia e la Germania alleate contro una coalizione composta da
               Gran Bretagna, Francia, Unione Sovietica, Egitto, Turchia e Grecia, le co-
               municazioni con la Libia sarebbero divenute problematiche e molto diffi-
               cili da mantenere in continuità.  Considerati gli  andamenti della guerra,
               a  cominciare  dalla  rapida  eliminazione iniziale  della  Francia,  possiamo
               dire  che le  cose  andarono  allora  meno peggio  di quanto  previsto .... !


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