Page 409 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 409
libici, che furono 993, durò ininterrottamente per 957 giorni, quanti ne
passarono tra l'inizio del conflitto e il23 gennaio 1943, giorno in cui cad-
de Tripoli. Per il solo traffico Italia-Libia furono impiegate 1.905 navi-
viaggio per complessive 9.245.171 tonnellate di stazza lorda e che richie-
sero la scorta di 2.206 unità-scorta viaggio. L'andamento della guerra im-
pegnò totalmente la Marina nelle operazioni di difesa del traffico che
divennero il suo primo ed esclusivo compito bellico.
La lunga e continua battaglia per la protezione dei convogli libici ge-
nerò lo stillicidio delle missioni di cabotaggio lungo i litorali libici che vi-
dero nel medesimo periodo l'organizzazione di 756 convogli coll'impiego
di 1.180 navi-viaggio e di 803 unità scorta-viaggio, e si prolungò poi in
quella seconda sanguinosa battaglia dei convogli rappresentata dal traffi-
co con la Tunisia. Quest'ultima si prolungò per circa sette mesi, dal no-
vembre al maggio 1943, e vide in mare 276 convogli, mediamente più
di uno al gorno, coll'impiego di 657 navi-viaggio per 1.333.297 tonnella-
te di stazza lorda; le unità di scorta-viaggio furono 548. Si tratta di due
vicende belliche distinte, non solo per la diversa area in cui si combattero-
no, ma perché le situazioni strategiche, come quelle tattiche, si erano pro-
fondamente mutate dopo la ritirata italo-germanica in Libia, gli sbarchi
alleati nel Nord Africa e l'occupazione italo-tedesca della Tunisia.
Da questi semplici dati appare evidente come la guerra marittima
nel Mediterraneo fu quasi esclusivamente guerra di traffico ancor più in-
cisivo appare questo dato di fatto se si riflette sul fatto che la Regia Mari-
na, già impegnata oltre ogni ragionevole previsione, nella battaglia dei
convogli africani, dovette pure provvedere, spremendo all'estremo ogni
residua risorsa incluse quelle della decrescente consistenza della flotta mer-
cantile, ai rifornimenti verso l'Albania, la Grecia, l'Egeo che richiesero ben
3.116 convogli impiegando 5.627 unità mercantili-viaggio e 2.580 unità
militari-viaggio per la scorta. Tutto ciò ovviamente sottraendolo a quello
che doveva essere il canale di traffico principale, cioè verso l'unico fronte
di c?mbattimento che veramente avrebbe dovuto impegnare tutto lo sfor-
zo e le possibilità militari e logistiche del Paese. Un'accorta condotta poli-
tica e militare della guerra avrebbe dovuto indurre ad un cosciente dosaggio
delle poco doviziose risorse che erano disponibili per le operazioni belli-
che e che elementarmente avrebbero dovuto essere impiegate per fare massa,
la più efficace possibile, sul fronte di interesse principale che era appunto
quello del Mediterraneo e dell'Africa settentrionale.
407

