Page 401 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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LA GUERRA PER MARE
E IL PROBLEMA DEI CONVOGLI
GIORGIO GIORGERINI
Aspetti della guerra navale nel Mediterraneo
Dal1923 al1936la pianificazione di guerra della Regia Marina pre-
se in attenta Considerazione la probabilità assai elevata di un conflitto contro
la Francia appoggiata da qualche alleato balcanico, quale la Iugoslavia e/o
la Grecia. L'ipotesi di guerra sul mare raffigurava la ricerca del grosso
navale avversario per ingaggiarlo in combattimento e tentarne la distru-
zione. Nell'ipotesi prospettata, la guerra al traffico, problema di preva-
lente importanza e che qui interessa, avrebbe assunto aspetti particolari
perché si riteneva di poter mantenere aperte in qualche modo le linee di
comunicazione attraverso il Canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra sia
con mezzi nazionali scortati sia con altri protetti da bandiera neutrale (con-
trabbando di guerra). La probabilità che la Marina francese fosse nelle
condizioni di esercitare un blocco delle linee di comunicazione era esclusa
o ritenuta piuttosto remota, considerate le condizioni di relatività e di equi-
librio tra le due flotte.
Data questa ipotesi di conflitto come la più realistica, in contempo-
ranea era ritenuta irreale quella di una guerra contro una coalizione anglo-
francese. Nel primo caso il problema delle operazioni per la difesa del traf-
fico e delle rotte di comunicazione tra le coste italiane e quelle libiche era
ritenuto di seconda priorità. Nel caso di una coalizione anglo-francese,
invece, era addirittura escluso che la Marina itàliana fosse nelle condizio-
ni di poter mantenere un qualche collegamento con la Libia.
Quando la politica estera e le relazioni internazionali italiane assun-
sero decisamente un carattere anche antibritannico, lo Stato Maggiore della
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