Page 431 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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(tre  "Albacore"  e  due  "Swordfish"),  accompagnati  da  tre  bombardieri
            "Blenheim" di base in Grecia. In quest'ultima circostanza un siluro colpì
            la  Vittorio  Veneto  a  poppa, costringendo la nave ammiraglia a  fermare le-
            macchine dalle 15.30 alle  15.36 e poi a proseguire a velocità ridotta, com-
            presa tra i  16 e  i  19 nodi.  Per fortuna  della  nostra  flotta,  le  successive
            incursioni dei bombardieri della RAF provenienti dagli aeroporti greci non
            ottennero  alcun  risultato < 2 6).
                 Nel frattempo,  e precisamente alle  14.25, era pervenuto nelle mani
            di Iachino un telegramma proveniente da Rodi, che comunicava l'avvista-
            mento  dal cielo,  alle  12.15, di una portaerei e di una corazzata  inglesi,
            con relativa scorta, a 80 miglia a levante della Vittorio  Veneto,  senza però
            precisare che tali navi nemiche erano state anche attaccate dai velivoli sco-
            pritori, ciò che avrebbe conferito una maggiore attendibilità all'informa-
            zione. Dopo di ciò altre incerte segnalazioni aeree raggiunsero l'ammiraglio
            italiano in mare,  che finì  per ritenere piuttosto remoto il pericolo di un
            incontro  con  corazzate  britanniche.
                 Nel tardo pomeriggio intervennero a protezione ad alta quota della
            flotta italiana in ritirata dieci caccia pesanti tedeschi del III./ZG.26, senza
            che Iachino lo  notasse e quindi senza che la storia ufficiale della  Marina
            ne prendesse nota, ciò che ha lasciato via libera alle successive e ingiuste
            lamentele nei confronti di un presunto assenteismo e disinteresse germa-
            nico  in  quel delicato  frangente < 2 7).
                 Comunque sia, ogni scorta aerea divenne impossibile dopo il tramonto
            per la mancanza di caccia notturna e per motivi di autonomia. Pertanto la
            flotta  italiana strinse le  fila  ed assunse una  formazione  ravvicinata per la
            difesa notturna, schierandosi su cinque colonne con al centro la Vittorio  Veneto
            danneggiata. Contro questa formazione chiusa si scatenò, a partire dalle 19.28
            di quel 28 marzo, l'ultimo e fatale attacco aerosilurante britannico, che alle
            19.50 portò al danneggiamento e all'immobilizzazione dell'incrociatore pe-
            sante Pola.  A tale incursione presero  parte sei  "Albacore"  e due  "Sword-
            fish" della Formidable,  raggiunti ·in volo da due "Swordfish" dell'815 ° Squa-
            drone di Maleme (Creta), la cui richiesta di intervento era stata interpreta-
            ta dai  crittografi del  comandante Porta imbarcati sulla  Vittorio  Veneto  < 28 ).


            (26)  P.R.O., fondo ADM 199, cartella 781  citata, rapporto di missione della portaerei
                Formidable  n.  0471/19/A.C.  335  del  21  agosto  1941.
            (27)  Cfr.  F.  Mattesini:  Il giallo  di  Matapan,  vol.  I  cit.,  pagg.  92-93.
            (28)  A.  Santoni: Il vero  traditore:  il ruolo drJcumentato  di  Ultra  nella guerra del Mediterraneo,
                op.  cit.,  pagg.  77-78.


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