Page 428 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 428

in mare alla portaerei Formidable,  dotata di 13 caccia "Fulmar", 10 aero-
              siluranti  "Albacore"  e 4  più vecchi  aerosiluranti  "Swordfish" 09>.
                   La segretezza dell'uscita in mare della Mediterranean  Fleet,  così accu-
              ratamente perseguita da Cunningham, venne garantita e mantenuta an-
              che  a  causa  del  fallimento  esplorativo  dei  nostri  sommergibili  Nereide,
              Dagabur,  Ascianghi e Ambra  che,  pur essendo esattamente dislocati lungo
              la  direttrice di marcia della  flotta  britannica,  non  videro  nulla < 20>.
                   Un incidente apparentemente lieve, ma dalle straordinarie conseguenze
              operative, furiestò immediatamente l'uscita in mare della Mediterranean Fleet
              sotto forma di un assorbimento di fango  da parte dei condensatori della
              Warspite.  Ciò ridusse la velocità della nave ammiraglia inglese a 20 nodi
              (aumentata più tardi a 22) e conseguentemente· rallentò la marcia dell'in-
              tero complesso, ritardando dalle 06.30 alle  13.00 del giorno seguente la
              prevista riunione del grosso di Cunnigham con la 7  a  Divisione Incrocia-
              tori  di  Pridham-Wippell a  20  miglia  a  sud di  Gaudo,  cioè proprio nel
              punto in cui,  a  partire dalle  08.12,  si  svolse  lo  scontro  omonimo tra la
              suddetta  7  a  Divisione e la  Squadra italiana.



              L'avvicinamento e  lo scontro di Gaudo

                   Nell'ambito delle ricognizioni aeree inglesi, predisposte in seguito alle
              accennate informazioni crittografiche,  un idrovolante  "Sunderland"  del
              230°  Squadron  avvistò  e segnalò  alle  12.20 e alle  12.35  del 27  marzo la
              3  a  Divisione Incrociatori italiana a 80 miglia da Capo Passero e con rotta
              120°. La  constatazione che il velivolo britannico aveva  rilevato solo una
              minima parte delle forze navali italiane allora in mare indusse Supermari-
              na a non interrompere per il momento l'avanzata della flotta verso l'Egeo.
              Tuttavia l'accertata assenza di convogli nemici in questo mare e la soprav-
              venuta indisponibilità dell'Aeronautica del Dodecaneso a proteggere am-
              bedue le nostre puntate a nord e a sud di Creta convinsero l'Alto Comando
              Navale di Roma ad annullare alle 21.20 di quel27 marzo la prevista cro-
              ciera  a  settentrione  dell'isola.  Di  conseguenza  la  flotta  dell'ammiraglio



              (19)  A. Cunningham: L'odissea di un marinaio,  Milano, Garzanti, 1952, pag. 173 e P.R.O.,
                  fondo  ADM  199,  cartella  781  citata.
              (20)  Anche il sommergibile Galatea,  situato nel canale di Caso,  non riuscì a  percepire
                  il passaggio  della  7 a  Divisione Incrociatori di Pridham-Wippell, uscita dal Pireo
                  alle ore 13.00 del27 marzo e che percorse quel braccio di mare poco prima dell'al-
                   ba seguente.


              426
   423   424   425   426   427   428   429   430   431   432   433