Page 433 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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una o più navi che i piloti britannici avevano dichiarato di aver colpito,
sarebbero occorse ad un "Comando complesso" inglese poco più di tre
ore, alla probabile velocità di avvicinamento di 20-21 nodi . .Di conseguenza
era ragionevole ritenere che tale gruppo navale nemico sarebbe giunto nelle
acque del Pola immobilizzato subito dopo le ore 23.00. In realtà il contat-
to si verificò addirittura poco dopo le 22.00 poiché, come abbiamo ac-
cennato, il "Comando complesso" britannico era originariamente più vicino
di 20 miglia rispetto a quanto stimato dal Servizio Informazioni di Super-
marina (30).
È veramente sorprendente che le suddette argomentazioni non ab-
biano sfiorato la mente né di Iachino né di Cattaneo, il quale continuò
la sua lenta marcia di avvicinamento al Pola, che l'avrebbe portato a con-
tatto dell'incrociatore immobilizzato intorno alle 22.30. A tale proposito
appare oziosa la domanda circa il reale significato dell'espressione "Co-
mando compleJJo", perché anche nella riduttiva ipotesi che essofosse stato
composto solo da incrociatori e cacciatorpediniere, sarebbe stata ugual-
mente sconsigliabile una nostra operazione notturna di trasbordo equi-
paggio e di probabile rimorchio del Pola, che avrebbe richiesto molto tempo
e avrebbe costretto almeno alcune delle unità italiane accorrenti a fermar-
si in mare in ·presenza di siluranti e navi cannoniere nemiche.
Quanto abbiamo voluto qui precisare rappresentò, a nostro giudi-
zio, il vero "punto di Jvolta" dell'intera dolorosa vicenda di Matapan, che
altrimenti si sarebbe risolta con la perdita, presubimilmente incruenta,
del solo Pola impossibilitato a difendersi, mentre il resto della flotta italia-
na sarebbe completamente sfuggito all'inseguimento inglese, nonostante
le preventive informazioni ''Ultra''.
È accertato infatti che le navi di Cunningham, giunte nelle acque del
Pola presso Capo Matapan, individuarono solo questo immobile incrocia-
tore con il radar della corazzata Valiant alle 22.03 e alle 22.20, e che esse
avvistarono la sopraggiungente l a Divisione dell'ammiraglio Cattaneo con
i normali binocoli notturni alle 22.23 e alle 22.25. Quindi alle 22.28 tutte
e tre le navi da battaglia britanniche aprirono il fuoco contro quest'ultima
ignara formazione italiana con l'ausilio dei proiettori del cacciatorpedi-
niere Greyhound e non dei radar, riducendo a relitti fumanti lo Zar a, il
Fiume e i cacciatorpediniere Alfieri e Carducci. Queste quattro sfortunate
(30) Ibidem, pag. 454 nota.
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