Page 430 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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corazzate di Cunningham, attese all'alba, ma ritardate dagli accennati in-
convenienti alla Warspite < 2 3).
Cade quindi definitivamente, ammesso che fossero necessarie altre
prove, l'avventata affermazione del comandante Winterbotham secondo
cui gli inglesi avrebbero conosciuto "l'intero piano operativo italiano",
grazie a presunte decrittazioni di radiomessaggi tedeschi, mai esistité< 24 ).
Sfortunatamente le armi italiane non seppero cogliere l'enorme van-
taggio della sorpresa e della schiacciante superiorità materiale realizzatasi
a loro favore nelle acque di Gaudo. Infatti nessuna delle 542 granate da
203 mm sparate dai nostri incrociatori e delle 94 granate da 381 mm spa-
rate dalla Vittorio Veneto andò a segno, sebbene uno dei quattro incrociato-
ri leggeri inglesi presi di mira non potesse correre oltre i 24 nodi.
Per ironia della sorte, di lì a due mesi, ed esattamente il 24 maggio
1941, la corazzata tedesca Bismarck, sparando un colpo in meno della Vit-
torio Veneto (cioè 93 proietti da 380 mm), avrebbe affondato in Atlantico,
in un combattimento di venti minuti, l'incrociatore da battaglia Hood, che
era allora la più grande unità della Royal Navy, e avrebbe messo in fuga,
colpendola quattro volte, la modernissima corazzata Prince of W ales < 25>.
Alle 11.18, dopo ventitré minuti di fuoco pressoché unilaterale, quanto
inefficace, Iachino fu costretto ad interrompere l'inseguimento perché fat-
to segno ad un attacco di sei aerosiluranti nemici, fortunatamente andato
a vuoto. Quindi alle 11.40 l'ammiraglio italiano, considerando che la sua
flotta era stata ormai avvistata completamente e constatando la perduran-
te assenza di convogli inglesi nella zona, decise di interrompere la sua mis-
sione e di invertire la rotta per rientrare alle basi.
La ritirata della flotta italiana e la notte di Matapan
Lungo la rotta di ritorno la flotta di Iachino venne attaccata senza
esito alle 12.05 di quel28 marzo da tre "Swordfish" di base a Creta e più
efficacemente alle 15.20 da cinque aerosiluranti della portaerei Formidab/e
(23) Ufficio Storico della Marina Militare: La Marina italiana nella seconda guerra mondia-
le, vol. IV cit., pag. 438.
(24) Cfr. F. W. Winterbotham: The Ultra Secret, Londra, Weidentfeld and Nicolson 1974,
pag. 66 e trasmissione televisiva sulla l a rete RAI delle ore 21.30 del 12 settembre
1979, a cura del giornalista Arrigo Petacco.
(25) B. Von Mullenheim-Rechberg: Nave da battaglia "Bismarck", Parma, Albertelli, 1984,
pagg. 129-141.
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