Page 423 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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il giorno 7 e fu poi seguito da altri 14 convogli fino al 21 aprile, al ritmo
di uno ogni tre giorni, il che portò al trasferimento complessivo in Grecia
di 58.368 uomini e 8.588 tonnellate di equipaggiamenti (S)_
Preso atto di questo nuovo ed inatteso impegno britannico, il rap-
presentante navale germanico a Roma, viceammiraglio Weichold, tornò
ad insistere con Supermarina il 10 e il 14 marzo, affinché qualcosa fosse
fatto per interrompere o almeno danneggiare gli ormai regolari traffici av-
versari verso la Grecia.
Premuto in tal senso, l'ammiraglio Riccardi rispose il18 marzo a Wei-
chold con la lettera n. 523 7/S.R.P./Sup., nella quale egli dichiarava final-
mente fattibile l'incursione di superficie nel Mediterraneo orientale, a
condizione che alle nostre forze navali fosse garantito dalla Luftwaffe e dal-
la Regia Aeronautica "un appoggio nel campo esplorativo, protettivo ed offensivo".
Poco o nulla sembra invece abbia influito sulla finale decisione posi-
tiva di Su per marina l'errata informazione - poi comunque emendata la
sera del 26 marzo - secondo cui poco dopo le ore 19.00 del giorno 16
due velivoli tedeschi sarebbero riusciti a danneggiare due corazzate bri-
tanniche di Alessandria, riducendo così il potenziale della Mediterranean
Fleet ad una sola nave da battaglia < 6>.
A riprova di quanto sopra, dobbiamo ricordare che la decisione di
eseguire una puntata navale nel Mediterraneo orientale era stata comuni-
cata da Riccardi già nella mattinata dello stesso 16 marzo all'ammiràglio
Iachino, convocato all'occorrenza a Roma fin dal 15 marzo, cioè tre gior-
ni prima della risposta positiva di Riccardi a Weichold, e oltre un giorno
prima dell'arrivo a Supermarina della falsa notizia concernente il presun-
to danneggiamento tedesco delle due corazzate inglesi m.
Di conseguenza venne redatto il piano particolareggiato che, contra-
riamente alle originali preoccupazioni di Riccardi per il consumo di naf-
ta, sollevate nel Convegno di Merano, contemplò non più la modesta
"puntata" navale auspicata a fine febbraio dall'ammiraglio Iachino, ma
addirittura una duplice contemporanea offensiva di superficie a nord e
a sud di Creta, con l'impiego della nave da battaglia Vittorio Veneto e di
ben otto incrociatori e diciassette cacciatorpediniere, limitati poi a tredici.
(5) P.R. O., fondo ADM 199, cartella 806: Naval operations in Mediterranean: reports 1941,
rapporto conclusivo del Comando della "Mediterranean Fleet" n. 2466/00214 dell'Il
dicembre 1941, pagg. 3-49.
(6) F. Mattesini: Il giallo di Matapan: revisione di giudizi, Roma, Dell'Ateneo 1985, vol.
l, pagg. 14-15.
(7) A. lachino: Gaudo e Matapan, op. cit., pagg. 50-51.
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