Page 439 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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dell'arsenale e del porto. I  danni inferti alle piste ed agli impianti erano
          apprezzabili sul momento, ma risultavano agevolmente riparabili in breve
          tempo, così che le installazioni militari, pur colpite, tornavano rapidamente
          in efficienza, tanto che proprio in quel mese si notò una intensificazione
          dell'attività dei sommergibili britannici nel Mediterraneo centrale ed an-
          che l'aviazione nemica dell'isola si fece  più attiva sul mare ed operò azio-
          ni  di  bombardamento  sulle  basi  aeree  della  Sicilia.  Le  operazioni  della
          Luftwaffe, comunque, riuscivano a contenere la pericolosità delle forze ne-
          miche di Malta, almeno finché la pressione sull'isola era mantenuta costante.

               Un appunto della Marina italiana del 27 gennaio 1941 rilevava che
          nei primi mesi di guerra gli attacchi aerei a carattere sistematico avevano
          annullato quasi completamente la funzione di tale base nemica in campo
          navale ed aereo ma che Malta aveva ripreso la sua funzione aereo-navale
          quando  nei  mesi  successivi  il  martellamento  costante  era stato  sospeso;
          veniva sottolineata pertanto la  "necessità che l'a_zione sistematica su Malta sia
          ripresa  in pieno".
               Ed effettivamente, per tutto il restante periodo invernale del  1941,
          l'Aeronautica tedesca continuò i bombardamenti sull'isola posando mine
          magnetiche ed acustiche nel Grand Harbour ed a Marsa Scirocco, attac-
          cando costantemente le piste degli aerodromi -  particolarmente efficace
          l'azione del 5 marzo,  condotta in forze  -  ed i porti; gli attacchi, diurni
          e  notturni,  causarono  poche  perdite ai maltesi  ma inflissero  danni  rile-
          vanti alle installazioni portuali, alla zona di Sliema e all'arsenale. Nel com-
          plesso, però, la  difesa teneva bene e la base non cessava di funzionare e
          di rinforzarsi,  anche se la pressione esercitata su di essa le  impediva per
          il momento di esplicare tutta la propria capacità combattiva. Convogli pro-
          venienti da est in febbraio  e in marzo portarono rinforzi di uomini e di
          materiali,  mentre apparecchi da caccia andarono affluendo  nell'isola  in
          numero  crescente.
               Nel febbraio l'ammiraglio Raeder tentò di nuovo di attirare l'atten-
          zione del Fiihrer sul Mediterraneo al fine  di dare una ~oluzione radicale
          al  problema maltese.  La  necessità  di soggiogare l'isola fu  dibattuta nella
          riunione del  3 febbraio,  al  cospetto dei  supremi capi militari della  Ger-
          mania, cd Hider acconsentì  a  programmare la presa  di Malta,  ma solo
          dopo la sconfitta dell'Unione Sovietica, ·che egli si preparava ad attaccare.
          Questo  medesimo  punto  di vista  fu  confermato  nelle  direttive  del  15  e
          del23 febbraio; inutilmente Raeder insistette, il18 febbraio, per una azione
          immediata che avrebbe dovuto essere eseguita con truppe aviotrasportate


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