Page 440 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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prima dell'attacco ad est: il Fiirer obiettò che i numerosi muretti a secco,
               che intersecavano in tutte le direzioni la campagna di Malta impedivano
               l'atterraggio degli apparecchi. È probabile che a rafforzare le convinzioni
               di Raeder e a includo a tornare alla carica presso il Fiihrer per ottenere
               subito l'operazione su Malta abbia contribuito il punto di vista espresso
               dai responsabili della Marina italiana nell'incontro di Merano (13-14 feb-
               braio  1941); il punto di vista italiano era· contenuto nel promemoria n.
               31  del  10 febbraio,  nel quale non si mancava di far  notare, a  proposito
               delle basi utilizzate per la flotta, che la "base meglio ubicata, sarebbe Augusta,
               ma la sua vicinanza a Malta ne vieta l'utilizzazione per il grosso delle forze, finché
               Malta non sarà efficacemente neutralizzata". Era certo un punto di vista cau-
               to,  che  però  complicava  e  non aiutava  i  fautori  dell'operazione.

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                    Un piano per l'attacco dell'isola fu preparato in Germania tra il feb-
               braio e il marzo 1941. Idea conduttrice del progetto tedesco- che appa-
               riva però inficiato <•>  dal preconcetto hideriano di attuare l'azione soltanto
               dopo il crollo  della Russia -  era che tutta l'operazione, stante la scarsa
               affidabilità dell'alleato, doveva essere condotta dalle forze germaniche. Sa-
               rebbero state impiegate due divisioni (una di paracadutisti ed una di fan-
               teria aviotrasportata) appoggiate da reparti specializzati e da un impegno
               fondamentale della Luftwaffe. Lo  sbarco doveva essere operato dal cielo,
               previe la distruzione e la disarticolazione delle principali opere difensive,
               da conseguirsi mediante l'impiego dei reparti d'assalto dell'Aviazione.  Il
               X CAT doveva fornire gli apparecchi per l'attacco, la scorta e il trasporto
               delle  truppe.

                    L'operazione era concepita come un attacco dal cielo  e urio  sbarco
               navale era previsto solamente in funzione sussidiaria; la Marina italiana
               avrebbe avuto una parte secondaria nell'azione, intervenendo con aliquo-
               te limitate dopo che la spallata decisiva fosse stata data dai reparti tede-
               schi.  Sembra che il piano, redatto senza  alcun accordo  preventivo con i
               Comandi italiani,  altro non sia stato che lo  sviluppo dell'idea di Raeder
               che, come si è visto, era già stata bocciata dal Fiihrer per via dei muretti.
               Può darsi che a un certo momento si sia anche pensato a Rommel come
               al comandante idoneo a realizzare l'impresa, dato che lo stesso Marescial-
               lo, nel passo delle sue memorie in cui afferma di essersi offerto di conqui-
               stare la fortezza, scrivt: "e sono convinto che a me sarebbe riuscito, con i contingenti
               di truppa richiesti e con  un adeguato appoggio delle forze aeree e navali".  Quegli
               uomini e quei mezzi, che erano sempre mancati, e che ora, nella primavera


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