Page 445 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Ma i disastri subiti in Africa e in Grecia, dove i problemi della guer-
           ra erano stati affrontati senza disporre dei  mezzi adeguati,  avevano  tra-
           smesso l'insegnamento  triste,  quanto ovvio,  che  bisognava  prepararsi e
           attrezzarsi per combattere con probabilità di vittoria. Poi, ancora,  c'era
           l'esperienza di Creta, che aveva scoraggiato i Tedeschi per le perdite subi-
           te  dai paracadutisti e  li  aveva  indotti a  rinunciare al  progetto  di  colpo
           di mano su Malta; c'erano le testimonianze degli aviatori tedeschi che ave-
           vano attaccato con grande baldanza la fortezza insulare e non ne avevano
           avuto ragione; c'erano stati alcuni episodi clamorosi che avevano toccato
           direttamente la Marina- Taranto e Matapan- che avevano evidenzia-
           to dolorosamente certe inferiorità organizzative e tecniche.  Questo forse
           aiuta a comprendere perché la Marina non voleva rischiare di andare allo
           sbaraglio, in maniera arrangiata, con la prospettiva di un nuovo disastro.
                Questo punto di vista fu condiviso anche dagli altri SS.MM., i quali
           concordarono nel ritenere impossibile una adeguata operazione su Malta
           con i mezzi disponibili in quel tempo, e giudicarono necessario un lungo
           periodo per pianificare e preparare l'impresa stessa. In tal modo, mentre
           la Marina italiana riprendeva il suo impegno quotidiano e assorbente nel-
           la lotta dei convogli e la Luftwaffe era chiamata sui fronti dell'est a compi-
           ti estremamente impegnativi, il progetto di prendere Malta fu accantonato
           di nuovo.

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                Il compito di tenere sotto pressione e sotto controllo Malta restò affi-
           dato all'Aeronautica italiana dal giugno al novembre 1941. Questo perio-
           do incominciò in mezzo a difficoltà di vario genere, perché i nuovi reparti
           che si dovevano impiegare erano reduci dalla durissima campagna di Grecia
           e attraversavano un periodo di riorganizzazione per il ripianamento degli
           uomini e dei  mezzi.
                L'offensiva aerea  d'estate incontrò subito  notevole opposizione per
           gli importanti rinforzi di cacciatori che erano giunti nell'isola e per la sempre
           più potente e perfezionata difesa  antiaerea.  Fin dall'impegnativa  incur-
           sione del12 giugno apparve evidente la sproporzione tra le forze disponi-
           bili e quelle che sarebbero state necessarie per assolvere il compito strategico
           assunto  dall'Aviazione  nazionale.

                Comandante dell'Aviazione di Malta a partire dal maggio '41 era il
           generale Lloyd,  la cui opera deve essere considerata particolarmente im-
           portante, sia nell'organizzazione delle forze d'offesa sia nel coordinamen·
           to fra l'azione della caccia e della contraerea nella difesa. Poiché la mancanza


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