Page 446 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 446
di mezzi impediva all'Aviazione italiana di effettuare operazioni diurne
a massa, si cercò di mantenere una certa pressione sull'isola mediante un
sempre piu frequente ricorso ad incursioni notturne. Data però la dispa-
rità e la molteplicità degli obbiettivi che si sarebbero dovuti colpire e l'im-
possibilità di mantenere gli aeroporti sotto azione d'attacco per lunghi
periodi nella notte, l'efficacia delle incursioni italiane veniva ad essere ri-
dotta di molto. Gli aerei di Malta, infatti, erano largamente decentrati in
caverne e in appositi stalli protetti da muretti parascheggie, mentre i som-
mergibili si trovavano in caverna o protetti da roccie e costruzioni nella
zona del Lazzaretto.
L'apprestamento difensivo di Malta disponeva di mezzi di scoperta
capaci di percepire a distanza i mezzi navali ed aerei dell'avversario, se-
guirne le rotte di avvicinamento e contrastarne l'attacco. Questo genere
di "difesa manovrata nei sistemi di ascolto, nei proiettori, nelle batterie,
negli aerei" consentiva la collaborazione di un gruppo aereo notturno da
caccia con la difesa a terra, rendendo particolarmente efficace l'azione di
fuoco degli aerei e dei proiettori guidati dai radiolocalizzatori.
In luglio fu organizzata l'operazione "Substance" per rifornire l'iso-
la da occidente. L'arrivo del convoglio a Malta diede luogo alla sfortunata
azione della notte del26luglio, quando i mezzi d'assalto della Marina ten-
tarono di attaccare il convoglio alla fonda. L'azione ebbe probabilmente
facilitato l'avvio, dal punto di vista psicologico, dal successo ottenuto nel-
l'incursione di Suda. Malta però non era una base improvvisata come quella
dell'isola greca, ma una fortezza che disponeva di un fronte a mare formi-
dabile, e soprattutto di mezzi tecnici di scoperta estremamente efficienti.
Come noto, dopo un'accurata preparazione e dopo diversi rinvii a causa
delle o1.ttive condizioni del mare, il contrastato arrivo della flotta e di un
convoglio inglesi nel porto dell'isola parve offrire la migliore occasione
per la operazione d'assalto. Ma nella prima metà della notte i radar malte-
si rilevarono l'avvicinamento dei piccoli mezzi italiani; pertanto, fu dato
l'allarme alle batterie costiere della difesa a mare, le quali stettero all'erta.
All'alba, al momento dell'attacco, le batterie a mare di Malta, già da ore
in attesa e brandeggiate opportunamente, aprirono il fuoco sui barchini
alla luce dei riflettori e li distrussero. La tragedia si completò la mattina
seguente, con la distruzione dei mezzi di sostegno, raggiunti dagli "Hurri-
canes" sulla rotta di ritorno a Pozzallo.
Secondo le valutazioni del Drevon l'azione combinata delle forze ae-
ree e navali britanniche dislocate a Malta diede luogo a perdite crescenti,
da parte dell'Asse, durante i mesi del 1941 che rientrano nel periodo di
cui si sta trattando. Egli fornisce la seguente tabella:
444

